Addio Bacalov, amico dell’Abruzzo Sue le note da Oscar del Postino

16 Novembre 2017

ROMA. Louis Enriquez Bacalov resterà uno degli argentini (era nato a San Martin il 30 agosto del 1933) più amati in Italia. È morto ieri sera all’ospedale San Filippo Neri di Roma, dove era...

ROMA. Louis Enriquez Bacalov resterà uno degli argentini (era nato a San Martin il 30 agosto del 1933) più amati in Italia. È morto ieri sera all’ospedale San Filippo Neri di Roma, dove era ricoverato per un’ischemia. In Abruzzo era “di casa”: A Pescara gli era stato assegnato il Premio Flaiano alla Carriera nel 2004, nel 2015 l’ultima tournée da Lanciano all’Aquila, al piano e bacchetta per i Solisti Aquilani con un concerto dedicato al tango. E ha musicato il Dies Irae attribuito a FraTommaso da Celano.
Bacalov affrontava la musica senza pregiudizi e ha lasciato una traccia profonda nella musica italiana come arrangiatore di canzoni che fanno parte della storia del nostro Paese, come autore di colonne sonore di film, oltre che come pianista e concertista. L'Oscar che nel 1996 ha vinto per Il Postino, l'ultimo atto della vita di Troisi, è stato considerato un premio italiano. Un trionfo che si è trascinata dietro una vicenda legale lunga 18 anni, iniziata con una causa per plagio presentata da Sergio Endrigo, con cui aveva formato un sodalizio storico, insieme a Riccardo Del Turco e Paolo Margheri, autori del brano Nelle mie notti. In Italia c’era arrivato nel’59, dopo seri studi musicali. I primi lavori nell'ambiente della canzone li trova come pianista di Claudio Villa e Milva. La storia cambia quando entra alla Rca dei tempi d'oro, la Factory della musica pop. L'elenco dei titoli che ha firmato come arrangiatore è impressionante. Per citarne solo alcuni: da Legata a un granello di sabbia, di Nico Fidenco a La partita di pallone, Cuore, Il ballo del mattone, Come te non c'è nessuno di Rita Pavone, Fatti mandare dalla mamma di cui ha scritto la musica, di Gianni Morandi, Il cielo di Lucio Dalla, fino a Sabato pomeriggio di Claudio Baglioni. Il sodalizio più lungo, e poi sfociato nella citata vicenda legale, con Endrigo, vent'anni di collaborazione che ha generato un capolavoro come Io che amo solo te, Canzone per te, L'arca e Ci vuole un fiore. Negli anni '70 ha firmato una pietra miliare del Progressive italiano: Concerto Grosso dei New Trolls. Già negli anni '60 aveva iniziato la sua carriera di autore di colonne sonore firmando quelle del Vangelo secondo Matteo di Pasolini, lo spaghetti western Django (Tarantino ha usato sue musiche in Kill Bill e in Django Unchained). Poi l La città delle donne di Fellini, La tregua di Francesco Rosi, film di Scola, Damiani, Lina Wertmuller. Nel 1998 eccolo con Fabrizio De Andrè per il brano Smisurata preghiera. Di recente era tornato a fare concerti di pianoforte e opere teatrali e musicali.