Albinati: nel mio romanzo un amore all’ultimo respiro

24 Novembre 2017

Lo scrittore vincitore del Premio Strega inaugura oggi il festival CepagattiArte «Le cose più interessanti in Italia accadono ormai nelle piccole città»

«Un amore accelerato, frenetico, fino all’ultimo respiro, senza ieri e senza domani». Definisce così, Edoardo Albinati, il tema del suo nuovo romanzo, “Un adulterio”. Lo scrittore, vincitore nel 2016 del Premio Strega con i “La scuola cattolica”, ne parlerà oggi aprendo, alle 18, CepagattiArte, il festival delle arti e premio letterario e fotografico, organizzato dall'amministrazione comunale con la direzione artistica di Alessio Romano. Lo scrittore presenterà i “Un adulterio” (Rizzoli), nello spazio “A tu per tu con l'autore” organizzato dalla della libreria Ipercoop del Centro d’Abruzzo, che è tra i partner del festival. La manifestazione si svolgerà al Castello Marcantonio di Cepagatti fino a domenica. Il tema scelto quest’anno per il premio letterario e fotografico è “Come maestri”. Oggi dopo, Albinati, il musicista Piero Delle Monache presenterà, in anteprima nazionale, il suo disco “Road movie”, con i musicisti Michele Di Toro e Paolo Tocco. Domani sarà la volta di un omaggio allo americano Stephen King, con il suo traduttore italiano, Giovanni Arduino. A seguire, letture con accompagnamento musicale a cura della Compagnia della Polvere. Domenica, infine, un talk show a cura di Mara Patricelli con i fotografi Stefano Lista, Iacopo Pasqui e Michele Palazzi. A conclusione del festival, la scrittrice Barbara Alberti terrà una lectio magistralis sul tema del premio: “Come maestri”. Oggi, intanto, Albinati presenterà “Un adulterio” (Rizzoli), nello spazio “A tu per tu con l'autore” organizzato dalla della libreria Ipercoop del Centro d’Abruzzo, che è tra i partner del festival. Lo scrittore romano Ne parla in questa intervista al Centro.
Come è nato “Un adulterio”?
Da uno spunto narrativo e da un formato letterario, cioè quel tipo di racconto di 100 pagine o poco più che spesso viene definito “romanzo breve”, ma che io preferisco chiamare “novella”. Lo spunto è una bellissima novella di David Vogel, Davanti al mare, ambientata negli anni Venti, dove si racconta di una giovane coppia di sposi che, durante una vacanza in Costa Azzurra, finisce per tradirsi. Me ne sono così innamorato che ho pensato di scrivere una storia mia che avesse alcuni punti in comune con quella di Vogel: il mare, il nuoto, l’ebbrezza fisica, l’infedeltà: anche se nel mio libro la coppia è formata appunto da due amanti clandestini, e l’arco temporale della loro avventura è molto breve, poco più di due giorni. Una storia così semplice e conclusa, mi ha permesso di tornare a scrivere dopo gli anni passati a perdermi dietro le decine di personaggi e le centinaia di pagine de La scuola cattolica.
L’amore proibito e clandestino insieme all’incontro improvviso con l’altro sembrano essere i temi al centro dell’azione. Cosa succede all’amore quando deve essere tenuto nascosto?
Succede che deve bruciare tutto in poco tempo e in poco spazio. In un certo senso è un amore accelerato, frenetico, fino all’ultimo respiro, senza ieri e senza domani, quindi è ancora più puro, anche se per sua natura è impuro, illegittimo. Gli amanti al tempo stesso si concedono una sfrenata libertà eppure sono prigionieri. Lo sono sicuramente Erri e Clementina, i due protagonisti, che hanno scelto un’isola per consumare la loro passione. La bellezza di quel posto li stordisce. Sono esaltati e insieme hanno paura di quello che stanno facendo.
Lei lavora come insegnante al carcere di Rebibbia. Quanto è importante questa esperienza nel suol lavoro di scrittore?
Conta soprattutto per il fatto che un lavoro come quello consuma molte energie, ma anche molte scorie. E’ un lavoro semplice, serio, ai limiti dell’assurdo, spesso frustrante, talvolta anche divertente, che mette in ballo la tua persona con questioni e situazioni estreme. Terminato il quale restano giusto le forze per provare a scrivere qualcosa possibilmente buono e efficace. La galera mi ha insegnato un po’ di resistenza e di autocontrollo. Tutto qui.
Cosa pensa di una manifestazione come CepagattiArte, un festival giovane, che nasce in un piccolo centro e che spera di affermarsi nel panorama culturale italiano?
Per ora non penso nulla, vedrò coi miei occhi, che sono curiosi di ogni situazione nuova e inedita. Una cosa posso però già dire: che di gran lunga le cose più interessanti in Italia vengono fatte e accadono non nelle grandi città ma in quelle piccole.
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