All’Aquila c’è “Il Guardiano” la tragicommedia di Pinter

30 Luglio 2024

La pièce del premio Nobel britannico portata in scena da Tsa e Teatro del Sangro Galano e Angelucci Marino interpreti di tre personaggi in una guerra tra poveri 

L’AQUILA. Scritto nel 1959 e andato in scena nel 1960, “Il guardiano” segna il primo vero successo che Harold Pinter riscuote con il suo teatro. Una metafora limpida e efficacissima di ciò che investe ognuno di noi oggi. Il Teatro Stabile d’Abruzzo presenta per I Cantieri dell’Immaginario l'opera teatrale del drammaturgo britannico oggi alle ore 19 Auditorium del Parco dell’Aquila. Con il Tsa la produzione è del Teatro del Sangro e del Teatro dei Limoni con Stefano Angelucci Marino, anima della compagnia frentana, e Roberto Galano registi e interpreti della pièce, assistente alla regia Maggie Salice costumi Vize Ruffo. Sesta opera di Pinter e come detto primo successo di critica e pubblico dell’autore premio Nobel per la letteratura nel 2005, questa tragicommedia debuttò all’Arts Theatre di Londra, dove ottenne un tale successo da essere immediatamente riproposto nel più capiente Duchess Theatre del West End. La trama in breve: un senzatetto viene ospitato da un individuo ai limiti dell’autismo e che gli proporrà in seguito di occuparsi dello stabile in qualità di guardiano. Stessa proposta gli verrà fatta dall’altro fratello, che è invece visibilmente accelerato nelle azioni e nella loquela. Il clochard accetta di buon grado il trasferimento sotto un tetto, ma non perde occasione per lamentarsi degli spifferi, delle perdite d’acqua dal soffitto, delle nuove scarpe che gli vanno strette, il tutto senza aver intenzione di accettare un incarico che comporti un lavoro. In più, la sua presenza diventa man mano elemento di rottura dell’equilibrio fra i due fratelli, i quali non comunicano mai (addirittura, non sono quasi mai contemporaneamente in scena). “Il guardiano” è un archetipo cristallino di conflittualità pinteriana, delimitata in un ring ma resa folle perché non è possibile rintracciare neanche l’oggetto della contesa. I tre personaggi sono tutti egualmente chiusi e determinati, e tutti illusi di comunicare e affermarsi sugli altri. Galano (il guardiano) e Angelucci Marino (i due fratelli) spingono l’acceleratore sulla guerra tra poveri, una contesa tra disperati capace di raccontare bene certe miserie dei giorni nostri. La vicenda è ambientata in una imprecisata città del nord Italia. Il senzatetto rumeno, ultimo tra gli ultimi, cattivo e profittatore. I fratelli gemelli abruzzesi, divisi da tutto in realtà: uno autistico, disadattato e profondamente ferito, l’altro cialtrone, mitomane, esaltato. La scenografia (Cristiano Russo) racconta la stanza pinteriana in modo visionario ed essenziale: una baracca fatta di reti da materasso, uno spazio claustrofobico, una gabbia.