Allo Strega finale a sei Fuori il “cocciamatte” abruzzese di Rapino

Selezione in diretta streaming: in testa Veronesi col Colibrì ripescato Bazzi con Febbre, Mencarelli vince tra i giovani
Ennio Flaiano resta anche in questo 2020 di affanni e paura l’unico abruzzese ad aver vinto il Premio Strega, nella prima edizione del 1947, con “Tempo di uccidere” (Longanesi). Remo Rapino, poeta di Lanciano, con il suo folgorante esordio nella narrativa, “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Librorio” edito da minimum fax, non riesce ad entrare nella cinquina finalista dello storico e prestigioso concorso letterario. Ma va molto vicino alla finalissima.
Il «cocciamatte» che attraversa la storia del Novecento e la racconta con lo sguardo del marginale in una lingua viva e densa di dialettismi e asperità per dar voce al buio in cui sprofonda sempre più la sua vita e ai fatti storici del secolo breve che la travolgono, era nella dozzina finalista che ieri ha avuto l’ultima scrematura per la corsa della finale del 2 luglio.
A causa dell'emergenza sanitaria, per la prima volta nella sua storia il più ambito riconoscimento letterario italiano, ha scelto la cinquina di autori in gara per la vittoria, a porte chiuse. La diretta è stata trasmessa sul sito di Rai Cultura e su quello del Premio Strega a partire dalle ore 18.30, dalla Camera di Commercio di Roma - Sala del Tempio di Adriano dove i candidati sono stati intervistati da Loredana Lipperini, scrittrice e giornalista di Radio3. Assente Rapino per motivi personali, il suo libro è stato presentato dall’editore, Daniele Di Gennaro, che ha raccontato come «a conquistarci sia stata proprio la lingua straordinariamente innovativa del romanzo. Noi abbiamo amato subito Bonfiglio Liborio e la sua voce legata alla terra, la terra marginale – come lui – d’Abruzzo, che racconta quello che ci riguarda tutti con lo schiaffo del pazzo». E non ha nascosto l’editore che quella con Rapino, «poeta, saggista e professore di filosofia e storia di 69 anni che mai ha frequentato la società letteraria» è stata una scommessa vinta: «Alla prima presentazione c’erano meno di dieci persone, poi di volta in volta sono cresciute e sono arrivate le critiche entusiaste e la grande riscossa, il pubblico, i lettori sempre più numerosi», dice sorridendo, «sì, ci abbiamo creduto, siamo affezionati all’uomo Rapino ed entusiasti della sua scrittura potente, popolare, di vocazione».
Ma lo streaming non è stata l’unica “anomalia” di questa edizione in emergenza sanitaria dello Strega: alla cinquina si è aggiunto un altro titolo, il sesto dunque, in nome di quella clausola introdotta qualche anno fa a salvaguardia della piccola e media editoria per cui viene aggiunto il libro più votato pubblicato da un piccolo editore: in questo caso Febbre di Jonathan Bazzi, edito da Fandango. Che correrà con: “Il colibrì” di Sandro Veronesi, pubblicato da La Nave di Teseo; “La misura del tempo” di Gianrico Carofiglio, pubblicato da Einaudi Stile Libero; “Almarina” di Valeria Parrella, pubblicato da Einaudi; “Ragazzo italiano” di Gian Arturo Ferrari, pubblicato da Feltrinelli, che da anni non arrivava in finale al premio; “Tutto chiede salvezza” (Mondadori) di Daniele Mencarelli. Quest’ultimo intanto sempre ieri ha vinto la della settima edizione del Premio Strega Giovani. Con 64 preferenze su 344 voti espressi, è stato il libro più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da 58 scuole secondarie superiori distribuite in undici regioni italiane e tre città all'estero (Berlino, Bruxelles, Parigi). «Lo dedico a chiunque si trovi in un Tso in questo momento», ha detto Mencarelli, 45 anni, che nel suo romanzo racconta la storia di Daniele, 20 anni, sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio in seguito a una violenta esplosione di rabbia. Hanno concorso per il riconoscimento i dodici libri candidati al Premio Strega. Al secondo e al terzo posto si sono classificati Carofiglio con “La misura del tempo”, con 56 voti, e Bazzi con “Febbre” con 43 voti. A causa della chiusura degli istituti scolastici, i giovani giurati hanno potuto incontrare gli autori attraverso una piattaforma online, ospiti dell'associazione di scrittrici e scrittori Piccoli Maestri.
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