Amore e disamore, il caso Murri narrato dalla vittima/carnefice

TERAMO. Presentazione oggi a Teramo del libro della scrittrice e saggista teramana Aida Stoppa “Memorie dell'amore e del disamore. Il delitto Murri”, pubblicato dalla casa editrice Galaad. L'incontro...
TERAMO. Presentazione oggi a Teramo del libro della scrittrice e saggista teramana Aida Stoppa “Memorie dell'amore e del disamore. Il delitto Murri”, pubblicato dalla casa editrice Galaad. L'incontro con l'autrice del volume (pagine 260, €15) avverrà nell'auditorium San Carlo del museo Savini alle ore 17.30 (ingresso libero).
Adottando la forma della biografia romanzata, Aida Stoppa ripercorre nelle dense e avvincenti pagine del libro un celeberrimo episodio di cronaca nera che sconvolse Bologna e l'Italia intera agli albori del Novecento. Il delitto Murri, che precipitò nel fango il nome dell'illustre clinico Augusto Murri, vide coinvolti i figli dello scienziato, Linda e Tullio, nell'omicidio del marito di lei, il conte Francesco Bonmartini, avvenuto nel capoluogo emiliano il 28 agosto 1902. Il processo fu celebrato nel 1905 a Torino e vide 4 condanne. Sulla vicenda, che divise opinione pubblica e giornali tra innocentisti e colpevolisti, scorsero fiumi d'inchiostro, tanto da farne il primo omicidio in Italia “processato” sui giornali prima che in tribunale. Mai finora tuttavia la vicenda era stata riletta in un romanzo dal punto di vista dell'infelice Linda Murri. Molti articoli, saggi, opuscoli diedero differenti interpretazioni di questo caso controverso in cui, in fin dei conti, furono processate l'indipendenza di Linda e l'educazione laica ricevuta dal padre. Nel 1974 la vicenda approdò al cinema con il film “Fatti di gente perbene” di Mauro Bolognini, con Catherine Deneuve (Linda), Giancarlo Giannini (Tullio), Fernando Rey (Augusto Murri). Stoppa scrive un teso giallo psicologico, in cui l'indagine del cuore umano si sposa alla ricostruzione dello scontro ideologico tra fede e ragione che fece da sfondo, sui giornali e nelle piazze, all'intera vicenda. Affidando l'io narrante a Linda Murri, l'autrice porta il lettore dentro i più segreti moventi dell'assassinio (materialmente compiuto da Tullio), parteggiando apertamente con piglio femminista per una donna la cui colpa fu aver creduto nell'amore di un uomo poi rivelatosi un despota. Tra i precedenti lavori di Stoppa romanzi, saggi, raccolte di racconti, spesso premiati: “La perdita d'aureola. Parabole sulla scuola di fine millennio” (Andromeda 1999); “Abruzzo bizzarro” (Rivista Abruzzese 2000); “Sette universi di passione, ritratti in prima persona di donne eccezionali” (Andromeda ’04); “Delitto nel cuore” (Carabba ’08); "Io, Cristina. Storia di Cristina da Pizzano” (Galaad ’12).
Anna Fusaro
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