Amori, divi e Spielberg al Festival di Cannes che non parla italiano

15 Aprile 2016

Nessun film Made in Italy fra le 20 pellicole in gara dall’11 maggio C’è solo “Pericle il nero” nella rassegna Un certain regard

PARIGI. Gli organizzatori del Festival di Cannes hanno annunciato i 20 film in concorso: dopo la tripletta dello scorso anno, nella 69esima edizione in programma dall’11 al 22 maggio non ci saranno italiani in gara, malgrado si nutrissero speranze per Bellocchio con «Fai bei sogni» e Andò con «Le confessioni».

A contendersi la Palma d’oro saranno «Julieta» dello spagnolo Pedro Almodovar, «Juste la fin du monde» del canadese Xavier Dolan, «La Fille inconnue» dei belgi Luc e Jean-Pierre Dardenne. Poi ci sono gli americani Sean Penn con «The Last Face», Jim Jarmusch con «Paterson» e Jeff Nichols con «Loving». Anche il cinema francese sarà ben rappresentato da Olivier Assayas con «Personal Shopper», Bruno Dumont con «Ma Loute», Alain Guiraudie con «Rester Vertical» e Nicole Garcia con «Mal de pierres». Quindi ci saranno l’inglese Ken Loach con «I, Daniel Blake» e l’olandese Paul Verhoeven con «Elle». Fuori concorso il regista Steven Spielberg presenterà «Il grande gigante gentile», mentre Jodie Foster e i suoi attori Julia Roberts e George Clooney saranno a Cannes con «Money Monster». Gli attori Kristen Stewart, Ryan Gosling, Russell Crowe, Charlize Theron, Javier Bardem, Adam Driver, Adele Exarchopoulos, Marion Cotillard, Vincent Cassel, Lèa Seydoux, Adele Haenel, Fabrice Luchini, Juliette Binoche, Valeria Bruni-Tedeschi e Isabelle Huppert sfileranno sul red carpet.

«È un festival con molte star» quello di quest’anno, ha detto il direttore del festival, Thierry Fremaux. La prossima edizione del festival sarà inaugurata da Woody Allen che presenterà la sua ultima pellicola, «Café Society», mentre non si sa ancora quale sarà la pellicola di chiusura. L’Italia sarà presente solo con «Pericle il Nero» di Stefano Mordini con Riccardo Scamarcio (anche produttore) in concorso nella sezione Un certain regard.

Era dal 2007 che l'Italia non correva per la Palma d'oro, eppure molti titoli erano stati ipotizzati come papabili per la 69esima edizione del Festival di Cannes che per ora si porta a casa solo «Pericle il nero» di Stefano Mordini in corsa per Un Certain Regard. È anche vero che alla Quinzaine, secondo molti rumour, potrebbe approdare il film di Paolo Virzì «Con la pazza gioia» (quasi una certezza) e anche «Fiore» di Claudio Giovannesi con Mastandrea, mentre alla Semaine de la critique l'opera seconda di Alessandro Comodin, «I tempi felici verranno presto».

Secondo il parere degli addetti ai lavori come Del Brocco, Occhipinti e Tozzi questa assenza al concorso per l'Italia, non deve preoccupare più di tanto. Può essere considerata una cosa fisiologica, ma anche, per certi versi il segno di un rinnovamento.

Dice Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema: «Paghiamo forse un po’ lo scotto dell'anno scorso in cui abbiamo portato tre bei film e nessun premio. Certo è una cosa che dispiace, ma dopo tanti anni può anche capitare di non avere nulla in concorso. Ma se ci sarà una presenza diversificata in varie sezioni più degli altri anni è una cosa non da poco. Vuol dire che si va ad allargare la cerchia degli autori amati da Cannes al di là di quelli consolidati». Sottolinea invece Andrea Occhipinti, produttore e attualmente presidente dei distributori Anica, l'Associazione nazionale delle industrie cinematografiche e adiovisive «Abbiamo un film a Un certain regard, quello di Mordini, probabilmente Virzì alla Quinzaine. E, secondo me, ci potrebbero arrivare altre sorprese. L'anno scorso avevamo un tris straordinario ed è anche fisiologico che un anno non arrivi nulla in concorso». Riccardo Tozzi, dal 2011 presidente dell'Anica, osserva: «questa assenza non la ritengo significativa. Intanto i film ci sono e non è la fine del mondo se non c'è quello che va in concorso. L'Italia, mai come in questo momento, ha una cinematografia viva, basti pensare a film come “Veloce come il vento e lo chiamavano Jeeg Robot”. Va detto anche che a Cannes non amano troppo prendere in concorso autori se si misurano in film più popolari come forse è stato per Marco Bellocchio e Paolo Virzì». ©RIPRODUZIONE RISERVATA