Animali e autoritratti l’arte selvaggia di Antonio Ligabue

1 Giugno 2015

REGGIO EMILIA. Con oltre 100 opere tra dipinti, disegni, incisioni e sculture una grande mostra celebrerà i 50 anni dalla scomparsa di Antonio Ligabue, tra i più geniali e originali artisti del...

REGGIO EMILIA. Con oltre 100 opere tra dipinti, disegni, incisioni e sculture una grande mostra celebrerà i 50 anni dalla scomparsa di Antonio Ligabue, tra i più geniali e originali artisti del Novecento italiano. I capolavori del pittore di origini svizzere sono allestiti da ieri fino all'8 novembre negli spazi di Palazzo Bentivoglio, a Gualtieri in provincia di Reggio Emilia, la cittadina della bassa padana, dove l'artista visse dal 1919 al 1965, anno della sua morte. L'importante rassegna, dal titolo “Antonio Ligabue 1899-1965”, è il primo passo delle attività della neo-nata Fondazione Museo Antonio Ligabue, istituita quest'anno. La Fondazione (che gestirà il Museo Antonio Ligabue) ha trovato la sua sede a Palazzo Bentivoglio recentemente ristrutturato dopo il terremoto del 2012. Ed è nel Salone dei Fasti, detto dei Giganti, che è ospitata la collezione permanente delle opere di Ligabue, nonché le iniziative espositive temporanee di cui il Museo si farà promotore. Sandro Parmiggiani, storico e critico dell'arte, è il curatore della mostra celebrativa, per la quale sono state selezionate circa cento opere, alcune mai esposte prima, tra cui figurano 80 oli, 15 disegni, 10 incisioni e altrettante sculture in bronzo e terracotta.

I dipinti esposti, molti ritenuti massimi capolavori dell'artista, sono suddivisi nei tre periodi nei quali si è soliti ripartire l'opera di Ligabue (1928-1939; 1939-1952; 1952-1962) e coprono tutti temi della sua pittura: animali domestici e feroci, paesaggi svizzeri e padani, interni, ritratti, autoritratti. Una carrellata di opere che ricostruirà anche la travagliata odissea esistenziale dell'artista nato a Zurigo nel 1899.

Espulso dalla Svizzera per la sua vita turbolenta, Antonio Ligabue arriva nell'agosto 1919 a Gualtieri (paese d'origine dell'uomo che la madre aveva sposato nel 1901) e l'impatto con il nuovo ambiente si rivela da subito triste e doloroso. I primi dipinti, nei quali traspare il grande interesse per i musei di scienze naturali e per gli animali in genere, risalgono alla fine degli anni '20, periodo, tra l'altro, in cui Ligabue incontra, a Gualtieri, Marino Mazzacurati. Una vita difficile e tormentata, segnata da ostilità, incomprensioni e da ricoveri negli ospedali psichiatrici, che però Ligabue dedica interamente alla pittura e alla scultura, nonostante le diffuse derisioni e i mancati riconoscimenti. Anche per questo, l'antologica di Palazzo Bentivoglio vuole costituire un punto fermo da cui ripartire per una corretta valutazione critica e storica del suo lavoro, in grado quindi di sottolinearne l'indubbio valore nell'ambito dell'arte italiana ed europea, al di là della fuorviante definizione di 'naif' che l'ha troppo a lungo accompagnato e ne ha mortificato la comprensione.

La mostra si può visitare in questi giorni e orari. Dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19. La mostra è aperta in tutti i festivi infrasettimanali. Biglietti: intero 8 euro, ridotto 6 euro.

Per ulteriori informazioni: tel. 0522 221869 e sabine@comune.gualtieri.re.it della Fondazione Antonio Ligabue.

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