Animali fantastici svela i tanti segreti di Silente

In sala poi arrivano Lillo e Greg esilaranti “Idoli delle donne”
Pasqua si avvicina e arriva nelle sale l’atteso terzo capitolo di “Animali fantastici” con la dichiarata intenzione di primeggiare al botteghino. Il cinema italiano punta sulla comicità di Lillo e Greg in “Gli idoli delle donne”. Tutti gli altri nuovi film in uscita sono sul versante drammatico: si va da “Sundown” con Tim Roth a “Storia di mia moglie«”con Léa Seydoux, dall’inglese “Ali & Ava” fino alla presenza di cinematografie insolite come “Memory box” dal Libano e “Una madre, una figlia” dal lontano Ciad.
Animali fantastici - I segreti di Silente, come gli appassionati sanno, completa la trilogia del prequel di Harry Potter, sempre con la regia dell’esperto David Yates. Continua la battaglia a colpi di magia e di effetti speciali tra Newt Scamander (interpretato da Eddie Redmayne) col sostegno di Albus (Jude Law) contro il perfido Grindelwald (il cui ruolo stavolta passa a Mads Mikkelsen, che ha sostituito Johnny Depp). E non si può che continuare a rimanere affascinati dalle infinite sorprese dell’universo fantasy creato dalla scrittrice J. K. Rowling.
LILLO E GREG ovvero Pasquale Petrolo e Claudio Gregori, oltre a essere campioni di comicità, hanno provato gusto nella regia e si dirigono (assieme a Eros Puglielli) in “Gli idoli delle donne”. Lo spunto è certamente divertente: un bellissimo sex symbol (Francesco Arca) deve subire, a causa di un incidente, un intervento di plastica facciale. E al risveglio si ritrova con il volto di Lillo, oggettivamente meno attraente. Per tentare di riavere successo con le donne decide di rivolgersi a uno dei migliori consulenti di tecniche di seduzione (Greg). I risultati sono immaginabili e le risate non mancano.
Sundown del regista messicano Michel Franco offre a Tim Roth l’ennesima occasione di cimentarsi in uno di quei ruoli insinuanti nei quali è assai apprezzato. Interpreta infatti un ricco inglese in vacanza ad Acapulco con la sorella (Charlotte Gainsbourg) e i nipoti. D’improvviso arriva la notizia della morte della madre e bisogna far ritorno a Londra. Ma in aeroporto lui dice di aver dimenticato il passaporto. Non è vero, è un pretesto per non partire e rimanere in Messico, dove comincia a frequentare luoghi insoliti per un benestante. E la questione diventa capire il perché del suo comportamento.
Storia di mia moglie è altrettanto intrigante, ma di tutt’altra ambientazione, per la regia della brava autrice ungherese Ildikó Enyedi. Nella Parigi di un secolo fa un matrimonio nasce per gioco. Infatti il capitano di una nave (Gijs Naber) scommette che sposerà la prima donna che entrerà in un locale. Si tratta di una ragazza assai affascinante (la convincente Léa Seydoux) e le nozze ci saranno davvero. Ma la coppia appare male assortita, perché si percepisce che lei ha un passato misterioso. Nel variegato cast si fanno notare Louis Garrel, Sergio Rubini e Jasmine Trinca.
Ali & Ava -
Storia di un incontro diretto da Clio Barnardè anch’esso caratterizzato da una coppia. I protagonisti (Adeel Akhtar e Claire Rushbrook, molto bravi entrambi) si incontrano nella provincia inglese dello Yorkshire proprio mentre le reciproche situazioni sentimentali non vanno bene. Non sono più giovani, lui è un immigrato e lei è vedova, ma hanno una grande vitalità, nonostante le vicissitudini che fanno sentire un grande peso nelle loro esistenze. In apparenza non hanno niente in comune però c’è un’alchimia che li fa sentire bene e pronti ad affrontare le ipocrite convenzioni sociali.
Memory box dei coniugi libanesi Joana Hadjithomas e Khalil Joreige è chiaramente ispirato da loro esperienze realmente vissute. Una madre e la figlia adolescente (Rim Turki e Paloma Vauthier) vivono in Canada, ma un giorno arriva un pacco dal Libano. Per la donna è una vera e propria scatola della memoria, perché contiene foto e ricordi di quando stava in Libano, prima che tutto fosse cancellato dallo scoppio della guerra civile. Lei non vorrebbe ricordare quel passato, invece la ragazza ne rimane affascinata anche perché può vedere la madre sotto una luce nuova.
Una madre, una figlia si intitola l’intenso film diretto da Mahamat-Saleh Haroun. Anzitutto è uno sguardo sul Ciad, vasto e misconosciuto Stato centrafricano. Là vive tra innumerevoli difficoltà Amina che da ragazza madre ha cresciuto orgogliosamente Maria, ora adolescente (da citare le meritevoli attrici Achouackh Abakar e Rihane Khalil Alio). Però la ragazza rimane incinta e vuole abortire. La rigida società patriarcale, la religione islamica e le leggi locali quasi non danno spazio ai diritti delle donne, ma Amina è pronta a combattere per far valere le ragioni di sua figlia.