Antichi capolavori di Castelli in mostra da Gliubich

31 Agosto 2022

L’AQUILA. Si potrà visitare fino a domenica 4 settembre la preziosa mostra “Cromatismo e forme: l’arte della maiolica abruzzese dal XVI al XX secolo”, allestita a L’Aquila dalla galleria antiquaria e...

L’AQUILA. Si potrà visitare fino a domenica 4 settembre la preziosa mostra “Cromatismo e forme: l’arte della maiolica abruzzese dal XVI al XX secolo”, allestita a L’Aquila dalla galleria antiquaria e casa d’aste Gliubich nella sede di palazzo Cipolloni Cannella.
Capolavori della manifattura di Castelli sono esposti nei saloni affrescati al civico 9 di corso Vittorio Emanuele II, a cura del responsabile del dipartimento antiquariato della casa d’aste, Valter Piccirilli. La mostra, allestita per la 728ª Perdonanza Celestiniana, è accompagnata dall’esposizione di altrettanto preziose opere a stampa su L’Aquila, curata da Loris Di Giovanni, responsabile dipartimento libri antichi e manoscritti. Ingresso libero, apertura tutti i giorni, 9-13 e 15-19.
Nelle maioliche di “Cromatismo e forme” si rincorrono nomi, generazioni, botteghe castellane. In mostra piatti e un’acquasantiera a stampo attribuiti al capostipite della maggiore dinastia maiolicara, Francesco Angelo Grue. Di suo figlio Carlantonio un’opera giovanile, un piatto con una scena di caccia all’antilope con leopardo e cacciatori a cavallo in un paesaggio africano. Della bottega di Carmine Gentile, allievo di Carlantonio, un piattello in maiolica istoriato raffigurante la toletta di Venere. E ancora, pezzi pregevoli di Francesco Antonio Saverio Grue, primogenito di Carlantonio, e opere attribuite a Nicola e Candeloro Cappelletti, per lo più mattoni, a Giacomo Gentile il Giovane, figlio di Carmine, a Gesualdo Fuina, maestro nella tecnica del terzo fuoco e noto per aver introdotto il rosso nella tavolozza di Castelli. Ma il visitatore è accolto già all’entrata dalla raccolta di antichi e rari volumi a stampa: dal “Dialogo dell’origine della città dell'Aquila” di Salvatore Massonio del 1594 a “I fulmini dell'Aquila fedelissima ministra del Gran Giove Austriaco” di don Girolamo Florido. E testi di padre Filippo da Seracina, Giovan Battista Micheletti, Felice Benedetti. In esposizione preziose incisioni e volumi con cartine geografiche della città, come quella del bolognese Antonio Francesco Vandi del 1753. Tra le perle il “Trattato Universale di tutti i Terremoti occorsi e noti nel mondo”, in pergamena, stampato a L'Aquila per Gregorio Gobbi nel 1652. (afu)