Antonio Manzini stasera a Castelbasso veste i panni del “suo” Rocco Schiavone

25 Agosto 2023

CASTELBASSO. È il giorno di Lo gran diluvio e Antonio Manzini, o meglio Rocco Schiavone, a Castelbasso. Lo spettacolo di e con lo scrittore e attore romano di origini teatine era programmato il 4...

CASTELBASSO. È il giorno di Lo gran diluvio e Antonio Manzini, o meglio Rocco Schiavone, a Castelbasso. Lo spettacolo di e con lo scrittore e attore romano di origini teatine era programmato il 4 agosto nel cartellone “Castelbasso borgo della cultura”, ideato e organizzato nel paese teramano dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le culture e dal suo presidente Osvaldo Menegaz. L’incontro, inserito nella sezione curata dal pescarese Fla Festival di libri e altre cose, diretto da Vincenzo d'Aquino, era saltato per il maltempo e viene recuperato stasera.
Manzini, autore per l’editore Sellerio di dodici romanzi e tredici racconti con protagonista il vice questore Rocco Schiavone, nonché sceneggiatore (con Maurizio Careddu) dell’altrettanto seguita serie di Rai2, porterà sul palco Lo gran diluvio (piazza Belvedere, ore 21.15, a pagamento) insieme a Tullio Sorrentino, già interprete nella serie tv del personaggio Fabrizio “Brizio” Marchetti. Alla base un gioco metaletterario: finora pochi sapevano che Rocco Schiavone è anche scrittore; il suo racconto Lo gran diluvio, che Brizio scopre, è un inedito che resterà tale perché pensato per la lettura pubblica. L’espediente letterario e teatrale sta nel fatto che sarà proprio Rocco, attraverso il suo creatore Antonio Manzini, a leggerlo al pubblico insieme all’amico Brizio.
Lo gran diluvio è un’ironica e moderna reinterpretazione di un episodio della Genesi, il Diluvio Universale appunto, ambientato però ai giorni nostri. Il Creatore, deluso e arrabbiato con l’umanità per lo scempio della Terra, decide di ripetere l’antica punizione e salvare solo pochi meritevoli. Ma i tempi sono cambiati, Noè è irreperibile e i Testi Sacri non esistono più. Riuscirà Schiavone a risolvere anche questo caso? Il racconto ha un tema, il maltrattamento del pianeta, simile all’argomento alla base di Elp, l’ultimo romanzo di Manzini, uscito a giugno sempre per Sellerio e subito in cima alla top ten della narrativa più venduta. Recentemente intervistato dal Centro, Manzini ha parlato del suo legame con l’Abruzzo dei genitori: «Ho tanti cugini a Chieti, che hanno fatto un sacco di figli, ormai è una famiglia enorme. Mia madre Giovanna va ancora in vacanza sul mare abruzzese, a Francavilla, e anch’io d’estate ritrovo tanti amici, i figli dello scrittore Gian Luigi Piccioli, del magistrato Enrico Di Nicola (entrambi di origini abruzzesi, ndc), siamo cresciuti insieme ed è bello rivedersi. Invece papà (l’artista Francesco Manzini, ndc), che purtroppo è mancato cinque anni fa, odiava profondamente l’Abruzzo, da cui scappò a 18 anni per andare a vivere a Roma con mia madre. Ma sono sicuro che in fondo al cuore era legato alle sue radici».
A Castelbasso sono aperte fino al 27, orario 19-24, le mostre dedicate a Enzo Cucchi (palazzo De Sanctis) e alla collezione della Fondazione (palazzo Clemente), a cura di Ilaria Bernardi.