“Appunti musicali dal mondo” Tosca sul palco dell’Auditorium

6 Gennaio 2017

ROMA. Una piccola grande rivoluzione culturale, ma anche la continua esplorazione delle infinite sonorità provenienti dal mondo per sperimentare e contaminarsi. È la strada artistica percorsa da...

ROMA. Una piccola grande rivoluzione culturale, ma anche la continua esplorazione delle infinite sonorità provenienti dal mondo per sperimentare e contaminarsi. È la strada artistica percorsa da Tosca negli ultimi 15 anni e ora condensata nel concerto-evento “Appunti Musicali dal Mondo: confini e sconfini del suono della voce”, che sarà in scena oggi all'Auditorium Parco della Musica di Roma e nel quale la cantante sarà protagonista insieme ad amici del calibro di Nicola Piovani, Danilo Rea e Joe Barbieri.

Come in un abbraccio tra parole di lingue diverse e tra lontananze e assonanze musicali, dal fado portoghese alla morna, da una canzone libanese a un tradizionale dei matrimoni Yiddish, da una ballata zingara fino ad approdare alle sponde italiane della musica d'autore e popolare, anche romana, il concerto sarà una vera celebrazione dell'incontro tra culture. «Prenderemo per mano il pubblico in un viaggio emozionale attraverso la musica. Ma sarà anche una grande festa a cui ho invitato gli amici più cari», dice Tosca, sottolineando il valore sociale di questo concerto per lei che crede «così tanto nell'integrazione, perché sono nipote di due migranti e so bene cosa voglia dire stare in una terra straniera. Integrare è arricchirsi. A me è successo con la musica». Tra le canzoni anche «Il Porto, a mesma musica», perché «è luogo che prende e lascia e in cui tutto può succedere», spiega, «in questo lavoro ci mettiamo del nostro per mostrare il bello delle altre etnie. Sono arrabbiata con chi fa leva sulla paura delle persone per il proprio tornaconto, è immorale».

Frutto maturo della ricerca musicale e teatrale degli ultimi anni che l'ha portata in giro per il mondo, da Tunisi ad Algeri, dal Bargello e Castel Sant'Angelo, il concerto rappresenta un'evoluzione dell'ultimo lavoro discografico “Il suono della voce” e la vede accanto a quella che chiama la sua famiglia: non solo il regista e compagno di vita Massimo Venturiello («l'uomo che mi ha liberato la mente dai retaggi di questo ambiente», dice), ma anche «Nicola Piovani, che mi ha fatto riamare le mie radici musicali romane, con lui è stato come mettere le mani nel mio sangue. Danilo Rea e Gegè Telesforo che sono il mio inizio in questo mondo, per me che sono una “figlia” di Arbore. Poi Joe Barbieri, Gabriele Mirabassi e Germano Mazzocchetti».

Accanto al lavoro in scena, Tosca continua nel suo impegno con i giovani nell'Officina delle arti Pier Paolo Pasolini, il laboratorio creativo e hub culturale della Regione Lazio, in cui «la rivoluzione culturale si fa recuperando l'aspetto artigianale e la naturalezza delle cose. Come si fa con la terra, dove metti un seme e poi devi aspettare che nasca qualcosa», racconta.

«Per i giovani il pericolo più grande è la non competenza del nostro mestiere: l'arte è una cosa seria perché si ha a che fare con le emozioni», prosegue, «non si possono usare i sogni dei ragazzi. Io sono stata coach e giudice ad Amici, parlo con cognizione di causa. Non ho mai avuto così tanta popolarità come in quel periodo. Ma nei talent si confonde la musica con il karaoke. La Pasolini non è l'Eldorado. Però è un luogo di appartenenza, in cui i ragazzi si annusano e insieme si fanno forza. Così nascono cose nuove». Come vede la cultura a Roma? «Come sta accadendo in Sicilia e a Torino, anche a Roma c'è tanto fermento culturale e voglia di fare. Nascono club, i giovani ricominciano a organizzare concerti», dice. «Amo tantissimo la mia città, e spero davvero che la sindaca Raggi riesca a darci quello che noi romani ci meritiamo».