Apre “Les Fantomes d’Ismael” e l’accoglienza è tiepida

CANNES. Non si può dire che il 70° e Festival di Cannes sia partito con il piede giusto. Les Fantomes d’Ismael di Arnaud Desplechin, nonostante il cast - tra cui Marion Cotillard, Charlotte...
CANNES. Non si può dire che il 70° e Festival di Cannes sia partito con il piede giusto. Les Fantomes d’Ismael di Arnaud Desplechin, nonostante il cast - tra cui Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Louis Garrel, Mathieu Amalric e la nostra Alba Rohrwacher - è solo un pastiche che mescola i generi e alla fine annoia.
Così ieri accoglienza fredda per questa opera fuori concorso che ha avuto però l’onore di aprire un’edizione tonda come questa, con la storia, tra commedia, dramma e spy story, di un triangolo d’amore con fantasma. Da una parte c’è un regista, Ismael (Amalric), pieno di alcool e incubi ed esagitato come solo può esserlo questo attore francese. È lui il regista di una spy story di serie e vedovo inconsolabile di una moglie, Carlotta (Cotillard), scomparsa 20 anni prima. Ora Ismael ha una relazione con una timida astrologa, Sylvia (Gainsbourg), ma forse non ha mai dimenticato la moglie. Ma in realtà Carlotta non è affatto morta e quando torna, inaspettata come un fantasma, cerca di riprendere il suo posto nella vita del regista senza troppi complimenti. E mentre lui gira, con molte difficoltà caratteriali, il suo film con l’improbabile protagonista Ivan, diplomatico-spia (Garrel) che ha una relazione con Arielle (Rohrwacher), si consuma il dramma del ritorno alla vita di questa donna che rivuole tutto. «Stare in apertura di questo festival per me è una grande emozione», ha detto il regista, «E poi essere fuori concorso ti fa sentire più protetto anche dalla critica francese e non solo». In realtà di questo film, «parzialmente autobiografico», aggiunge, «ho fatto due versioni, una più sentimentale in cui trionfa l'amore, che è quella che avete appena visto, e una più lunga e con un taglio intellettuale. Il senso di questo Les Fantomes d'Ismael», ha aggiunto Desplechin, che era già stato a Cannes con “I miei giorni più belli”, «è che l’amore arriva sempre all'improvviso, e non ci puoi fare nulla. E poi ricapita ancora e ancora». «Cerco di entrare nel personaggio attraverso tutto: il modo di respirare, di muoversi, di essere fisicamente e psicologicamente», ha spiegato la Cotillard. «In Carlotta c'è poi una specie di mistero. Il fatto che una donna scompaia per oltre 20 anni non può che restare misterioso, per questo in fondo più che una persona resta un fantasma». Nel cast anche Samir Guesmi, Hippolyte Girardot e Laszló Szábó.