“Aquile randagie”, il film sugli scout eroici e beffardi

2 Giugno 2019

La pellicola racconterà la misconosciuta vicenda di Resistenza dell’associazione soppressa dal fascismo e di quei ragazzi che salvarono ebrei e perseguitati politici

Un film sulla Resistenza, periodo cruciale della nostra storia, raccontato da un punto di vista originale: quello di un gruppo di ragazzi coraggiosi che, nonostante dittatura fascista, guerra e persecuzioni, non rinunciano ai valori più profondi della cultura cattolica in cui credono, quali solidarietà, amore per il prossimo, pacifismo.
Si intitola “Aquile randagie” la pellicola diretta da Gianni Aureli che racconta appunto la storia delle Aquile randagie, movimento di opposizione al fascismo germogliato durante il Ventennio. Uscirà nelle sale con un evento speciale tra il 30 settembre e il 2 ottobre. La storia si svolge a Milano, nel periodo in cui tutte le associazioni giovanili, eccezion fatta per l’Opera nazionale balilla, sono soppresse per decreto del Duce. Viene proibita l’attività dell’Associazione scout cattolici italiani (Asci), ma un gruppo di ragazzi dice «no» e continua l’attività in clandestinità per mantenere la “Promessa”: servire la Patria e aiutare il prossimo. Gli scout “fuorilegge” vanno alla ricerca di un luogo dove proseguire l’attività, fedeli alla promessa e ribelli al regime, e scoprono la Val Codera, zona impervia a poche ore da Milano, che diventa la base per campi e uscite.
Dopo il 1943, questi ragazzi animano il movimento scout clandestino che supporta la Resistenza fino alla fine del conflitto, con un coinvolgimento via via maggiore. Combattono il regime prima con beffe plateali, poi con azioni mirate che permettono di far scappare in Svizzera più di duemila persone ricercate dai nazifascisti: ebrei, perseguitati politici e chiunque avesse bisogno di scappare alle persecuzioni. Tra questi figura anche un giovane Indro Montanelli. Alla fine della guerra, le Aquile randagie faranno lo stesso per i fascisti ricercati, per permettere loro di avere un processo giusto.
L’idea di realizzare il lungometraggio nasce nel 2013 da due coniugi, entrambi capi scout di lungo corso: il regista e fotografo Gianni Aureli e la moglie Gaia, esperta di comunicazione on line. In due anni scrivono il soggetto e cominciano a cercare una casa di produzione, che trovano nella Finzioni cinematografiche, casa indipendente pugliese, dove Francesco Losavio e Massimo Bertocci, anch’egli a lungo capo scout, contribuiscono a completare la sceneggiatura.
L’ente e fondazione Baden mette a disposizione le conoscenze storiche sulle Aquile randagie, e alla collaborazione si unisce Mario Sica, che aiuta il gruppo a perfezionare la sceneggiatura, conciliando realtà storica ed esigenze filmiche di una pellicola d’avventura per ragazzi. Il film ha inoltre patrocinio e contributo economico dell’Associazione cattolica degli scout italiani (Agesci). La pellicola sacrifica il linguaggio narrativo a uno più rappresentativo, utilizzando riprese aeree per trasportare lo spettatore in luoghi per molti irraggiungibili, lasciando allo spettatore il tempo di elaborare ciò che accade nella storia e cosa accadrà successivamente.
È un film sugli scout e sugli oltre duecentomila italiani che oggi praticano lo scautismo o che lo hanno praticato in passato. È un lavoro che mancava alla cinematografia italiana, dove non c’era una narrazione completa e approfondita di una realtà importante e radicata nella cultura del Paese come il mondo scout. L’associazione concettuale tra scautismo e Resistenza è inoltre un pensiero innovativo, che quantomeno incuriosisce: si tratta di una parte di storia d’Italia che in ben pochi conoscono, alla quale viene reso omaggio raccontando una vicenda di coraggio che vuole essere d’ispirazione per i giovani di oggi.
E proprio la gioventù è un tratto ricorrente di “Aquila randagie”. Giovani sono infatti i protagonisti della storia, poiché al movimento clandestino aderiscono ragazzi che hanno tra i 14 e i 20 anni. Giovani sono regista e produttore, entrambi al primo lungometraggio. E giovani sono pure gli attori professionisti che compaiono: Marc Fiorini, Karun Grasso, Teo Guarini, Alessandro Intini, Maurizio Lops, Anna Malvaso, Ralph Palka, Marco Pratesi, Pietro De Silva e Romeo Tofani. E ai giovani è diretto principalmente un film che vuole parlare con le parole dei ragazzi di un’altra epoca, quando un altro mondo sembrava impossibile, e il cambiamento si realizza grazie a giovani eroi, fedeli e ribelli.
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