Argentero e i miti dello sport Malabrocca, Bonatti e Tomba

4 Maggio 2019

AVEZZANO. Luca Argentero chiude questa sera alle 21 la stagione di prosa del teatro Dei Marsi di Avezzano con il monologo “È questa la vita che sognavo da bambino?”, regia di Edoardo Leo. Dopo lo...

AVEZZANO. Luca Argentero chiude questa sera alle 21 la stagione di prosa del teatro Dei Marsi di Avezzano con il monologo “È questa la vita che sognavo da bambino?”, regia di Edoardo Leo. Dopo lo spettacolo, l’attore torinese incontrerà il pubblico nel foyer.
Sul palco le storie di personaggi dalle vite straordinarie raccontati dal punto di vista umano e sociale: Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba, tre sportivi che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere generazioni di italiani. Malabrocca, “l’inventore” della maglia nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse che arrivare ultimo, nell’Italia devastata del ’46, faceva simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e olio come regali di solidarietà. Automaticamente attirò l’attenzione di sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria.E arrivò anche la popolarità. In lui le persone riconoscevano l’anti-eroe che è nel cuore di ogni italiano. E arrivarono nuovi sfidanti, in una incredibile corsa a chi arriva ultimo. Bonatti, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare, il K2, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso. Eppure, la grande delusione del K2 lo ha spinto a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare sé stesso. E Tomba, il campione olimpico che ha fermato il Festival di San Remo con le sue vittorie. Lo sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”, incarnando la rinascita italiana, forse illusoria ma sicuramente spensierata, degli anni ’80.