Arte e cinema Tre storie maledette in scena all’Aquila
di Giuliano Di Tanna Un pittore della Belle Èpoque; un regista in fuga dalla neonata Unione sovietica che approda in Messico per girare un film maledetto che non riuscirà mai a montare in maniera...
di Giuliano Di Tanna
Un pittore della Belle Èpoque; un regista in fuga dalla neonata Unione sovietica che approda in Messico per girare un film maledetto che non riuscirà mai a montare in maniera definitiva; e un artista di oggi che dalla Cina dà l’assalto alle convenzioni del mercato e della politica del suo Paese. Sono i temi e i personaggi di tre film che ,a partire da giovedì prossimo, saranno proiettati al Muspac (Museo sperimentale d’arte contemporanea), in piazza d'Arti all’Aquila. La trilogia fa parte della rassegna “Art e Cinema” che vuole sottolineare le connessioni tra il cinema e le altre arti visive.
Si comincia giovedì alle 18.30, con il film documentario “Lautrec”, diretto da Roger Planchon che racconta la vita di Henri de Toulouse-Lautrec. Anticipando in qualche modo la pop art, oltre che pittore in senso stretto, Toulouse-Lautrec fu anche illustratore, firmando i manifesti pubblicitari di locali parigini, come Divan Japonais, Moulin Rouge: Bal tous les soirs, Aristide Bruant all’Ambassadeurs.
Il secondo appuntamento è in programma per giovedì 24 novembre, sempre alle 18.30 con “Ai Wewei-Never sorry”, un film documentario del 2012 diretto dalla giovane regista americana, Alison Klayman, sulla vita di Ai Weiwei, una delle figure più importanti nel mondo dell’arte contemporanea. Ai Weiwei, 59 anni, di Pechino, negli anni Settanta, fondò il gruppo artistico Stars. Nel 1980 le autorità cinesi concessero al collettivo Stars di allestire una mostra alla China Art Gallery di Pechino: fu la prima esposizione di arte contemporanea in un museo cinese, dai tempi della rivoluzione maoista. Il documentario di Alison Klayman si sofferma, inoltre, su uno degli aspetti che caratterizzano l’attività dell’artista cinese: l’impegno politico. Per la sua opposizione al regime, Ai Weiwei è stato arrestato ed è rimasto in carcere per 81 giorni nel 2011.
L’ultimo dei tre appuntamenti con “Art e Cinema” è in programma giovedì primo dicembre alle 18.30 quando sarà presentato “Ejzenštejn (in in Messico”, il visionario documentario del regista britannico Peter Greenaway (I misteri del giardino di Compton House, Lo zoo di Venere, Il ventre dell'architetto).
Nel suo film Greenaway racconta i dieci giorni che sconvolsero Sergej Michajlovic Ejzenštejn, il regista della” Corazzata Potemkin” e di altri capolavori del cinema sovietico. Nel 1931, al vertice della sua carriera, Ejzenštejn se ne va in Messico a girare un film, che diventerà l’incompiuto “Que Viva Mexico!”. Incalzato dal regime stalinista, che vorrebbe richiamarlo in patria quanto prima, il regista passa gli ultimi dieci giorni del suo viaggio nella cittadina di Guanajuato. Sarà qui, con la complicità della sua guida Palomino Cañedo, che scoprirà molte cose sul Messico ma anche sulla propria sessualità e identità di artista.
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