“Arturo racconta Brachetti” la platea intervista l’artista

28 Agosto 2020

Chiacchiere frizzanti tra vita e palcoscenico con il maestro del trasformismo che sta calcando i palcoscenici d’Italia in una veste inedita e che fa tappa a Vasto 

VASTO. “Arturo racconta Brachetti” è il titolo dello spettacolo che vedrà protagonista il poliedrico artista a Vasto. L’appuntamento, organizzato dall’agenzia Alhena entertainment, è in programma domani alle 21,30 a Palazzo D’Avalos.
“Arturo racconta Brachetti” da settimane e settimane sta toccando le principali città italiane e dopo Vasto farà tappa anche a settembre in altre piazze, nei festival e nei teatri da nord a sud dello stivale. Non si tratta del solito spettacolo di trasformismo e meraviglia a cui l’artista ha abituato ormai da anni il suo pubblico, piuttosto lo spettacolo diventa quello della sua vita. Considerato il grande maestro internazionale del trasformismo, tanto da essersi conquistato un posto persino nel Guinness book of records come “Il più veloce trasformista del mondo”, Brachetti vanta una collezione di 450 costumi di scena che testimoniano i suoi quaranta anni di mestiere. Ma non è versatile solo sul palco, è anche scrittore, regista e direttore artistico che spazia dal teatro comico al musical, dalla magia al varietà. In “Arturo racconta Brachetti” c’è un po' di tutto questo. Il trasformista offre infatti al pubblico l’opportunità di applaudirlo negli insoliti panni di narratore di aneddoti e racconti con tempi diversi da quelli delle sue esibizioni tradizionali. I ruoli si capovolgono: gli spettatori diventano protagonisti e le loro domande spontanee, raccolte insieme, vengono trasformate in un filo narrativo unico da Brachetti che racconta così se stesso ovvero il suo “personaggio”. Lo spettacolo si trasforma, a tratti, in un dialogo fatto di confidenze, ricordi e viaggi fantastici che coinvolgono la platea che ne scandisce i momenti. Si passa così dagli studi in seminario alla sua timidezza, da Fregoli a Parigi, si rimane affascinati dalle luci della Tour Eiffel, da Ugo Tognazzi e poi le ombre cinesi, la macchina da cucire della mamma, la donna ignifuga, il Paradis Latin e tutti i sogni e le fantasie di un ragazzo che voleva diventare regista e, in qualche momento, addirittura papa. I ritmi diventano quelli di una briosa e frizzante intervista sempre al confine tra vita privata e palcoscenico, un dietro le quinte della vita di Arturo Brachetti che parla dei debutti, dei viaggi intorno al mondo, della vita quotidiana, delle «mille arti» che lo hanno portato al successo. Partendo dal racconto del suo percorso costellato di successi, dal solaio in cui tutto è cominciato, ripercorre allo stesso tempo la storia del varietà, del teatro, delle arti circensi. Non c’è un unico punto di arrivo in questo affascinante e coinvolgente percorso, ma sicuramente il trasformista vuole far scoprire e capire perché la realtà immaginata è quella che rende più felici tutti.
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