Bob Dylan-Martin Scorsese la storia di una tournée

Dal 12 giugno su Netflix il film documentario del regista italoamericano sui concerti della Rolling Thunder Revue nel 1975 del musicista premio Nobel
I sentieri di Martin Scorsese e Bob Dylan tornano a incrociarsi, 14 anni dopo il film “No direction home” del regista italo-americano, con una nuova pellicola sul 78enne musicista e poeta americano premio Nobel per la letteratura nel 2016. Il 12 giugno uscirà su Netflix, la piattaforma televisiva a pagamento, il film “Rolling Thunder Revue. A Bob Dylan story by Martin Scorsese” che il regista di Taxi driver e Toro scatenato ha dedicato alla tournée che tenne impegnato per un anno e mezzo il musicista di Duluth, nel 1975 e nel 1976.
Fra il Dylan di “No direction home “ e quello ritratto nel nuovo film di Scorsese trascorrono dieci anni decisivi. Nel primo film Scorsese raccontava gli anni cruciali del Dylan giovanile, quelli del biennio 1965-1966, in cui l’artista pubblicò la sua trilogia di album “elettrici”, Bringing it all back home, Highway 61 revisited e Blonde on Blonde, e il tour che lo vide in giro per America, Australia ed Europa accompagnato dalla Band e contestato dal pubblico dei puristi del folk che non apprezzavano la sua svolta da menestrello acustico a leader di un gruppo di rock and roll.
Questa volta, Scorsese ha scelto di raccontare, con una messe di filmati inediti o poco visti, un tour che Dylan intraprese con una band mastodontica, inzeppata di rock star come Joan Baez, Roger McGuinn, Ramblin' Jack Elliott, T-Bone Burnett, Scarlet Rivera, Mick Ronson, e da scrittori come Allen Ginsberg e Sam Shepard, alla maniera degli spettacoli viaggianti di magia e circo dell’Ottocento. Quel tour arrivava dopo quello del ritorno sulle scene del 1974, sempre con la Band, e dopo la rottura del suo matrimonio con Sara Lownds narrato dalle canzoni dell’album Blood on the tracks del 1975.
Sul contenuto del film si sa poco. Netflix ha anticipato che sarà «in parte un documentario, in parte un film concerto e in parte sogno febbrile». Il film, ha aggiunto il network digitale, «cattura lo spirito inquieto dell'America nel 1975 e la musica gioiosa che Dylan ha suonato durante l’autunno di quell’anno». Alcuni partecipanti al tour sono stati intervistati dal manager di Dylan, Jeff Rosen, nel corso di oltre dieci anni. Tra le testimonianze raccolte ci sono quelle di Joan Baez, Allen Ginsberg e Sam Shepard, che scrisse un libro sul tour della Rolling Thunder Revue, intitolato Rolling Thunder Logbook. Rosen è accreditato come produttore, insieme a Margaret Bodde. Rick Yorn e David Tedeschi sono i produttori esecutivi, con Tedeschi che ha anche lavorato come montatore del film.
Non è la prima volta che la tournée del Rolling Thunder Revue viene immortalata in una pellicola. Nel 1978 “Renaldo and Clara”, un film di circa quattro ore, diretto dallo stesso Dylan con la consulenza per la sceneggiatura di Sam Shepard, raccontò i concerti di quel tour fra fine ottobre e dicembre del 1975. Alcune sequenze di quel film, onirico e criptico, sono un omaggio alla letteratura e alla poesia come quelle in cui è descritta una visita alla tomba dello scrittore Jack Kerouac compiuta da Dylan e Allen Ginsberg.
Prima di essere pubblicato su Netflix, “Rolling Thunder Revue. A Bob Dylan story by Martin Scorsese” sarà proiettato per qualche giorno nelle sale cinematografiche. Sono venti le città di tutto il mondo in cui la sera dell’11 giugno si potrà assistere all’anteprima del documentario. In Italia, per il momento, sarà Bologna a ospitare l’anteprima. A New York e Los Angeles il film rimarrà in programma anche i giorni successivi per l’ammissione alla gara degli Oscar del 2020.
Il 7 giugno, infine, il docufilm di Scorsese sarà preceduto dalla pubblicazione di un box di 14 cd con registrazioni del tour della Rolling Thunder Revue. Il cofanetto conterrà complessivamente 148 brani molti dei quali conosciuti dagli appassionato solo attraverso dischi illegali. Nei 14 cd ci saranno cinque set completi di Dylan che sono stati registrati professionalmente durante i concerti di novembre e dicembre del 1975 tra Massachusetts e Quebec, insieme alle prove catturate ai Sir Studios di New York e quelle al Seacrest Motel in Massachusetts, entrambe dell’ottobre 1975.
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