Boccadoro compositore sul podio dei Solisti Aquilani per la prima della sua “Yes”

L’AQUILA. Carlo Boccadoro sul podio, Davide Cabassi al pianoforte, Roberto Rigo alla tromba, con I Solisti Aquilani sono i protagonisti del concerto di oggi all’Aquila. L’appuntamento con “Musica per...
L’AQUILA. Carlo Boccadoro sul podio, Davide Cabassi al pianoforte, Roberto Rigo alla tromba, con I Solisti Aquilani sono i protagonisti del concerto di oggi all’Aquila. L’appuntamento con “Musica per la città” è fissato alle 18, nell’auditorium del Parco. La direzione artistica è di Maurizio Cocciolito. Il concerto si apre con la prima esecuzione assoluta di Yes, per orchestra d’archi, di Carlo Boccadoro, dunque qui in veste di compositore oltre che di direttore. Figura poliedrica, spiega Carla Di Lena nelle note di sala, che unisce l’attività performativa a quella creativo-compositiva, fondatore di Sentieri Selvaggi – progetto culturale che comprende un ensemble e un festival – Boccadoro è stato recentemente nominato Accademico di Santa Cecilia. Negli anni ha collaborato con artisti provenienti da mondi molto diversi tra i quali Riccardo Chailly, Beatrice Rana, Omer Meir Wellber, Gianandrea Noseda, Franco Battiato, Luca Ronconi, Enrico Dindo, Antonio Ballista, Eugenio Finardi, Mario Brunello, Roberto Prosseda, Claudio Bisio, Moni Ovadia, Andrea Lucchesini e molti altri ancora. Esattamente 90 anni fa, il 15 ottobre 1933, Dmitrij Šostakovich, da solista alla Filarmonica di Leningrado, presentava al pubblico il suo primo Concerto per pianoforte con accompagnamento di orchestra d’archi e tromba, che aprirà la seconda parte del programma, in realtà un doppio concerto, dato che la tromba ha un ruolo solistico. Insolito abbinamento di strumenti solisti, per un pezzo che si presenta come una creazione piuttosto bizzarra, piena di citazioni e di sense of humor. seguito da Serenata per archi in mi maggiore op. 22 di Antonin Dvorak (1841-1904). Viene presentata poi, la Serenata opera 22 di Antonin Dvorák che nl repertorio per orchestra d’archi ha un posto speciale: coniuga l’origine settecentesca di una forma articolata in diversi movimenti ma dal carattere più lieve e libero rispetto ad altre forme sinfoniche. Il pianista Davide Cabassi ha debuttato a 13 anni con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Milano suonando Secondo Concerto di Šostakovich sotto la direzione di Vladimir Delman, esordio di una carriera come solista che a l’ha portato ad esibirsi con le maggiori orchestra europee e americane. Una lunga collaborazione con il Teatro alla Scala l’ha visto suonare per étoile quali Roberto Bolle, Svetlana Zacharova, Massimo Murru e Sylvie Guillem.