“Boheme” rivoluzionaria al Marrucino

19 Novembre 2017

L’opera di Puccini ambientata nel ’68 con la regia di Leo Muscato

CHIETI. Cosa può ancora trasmetterci la Bohème di Puccini? La risposta, probabilmente, sta nel riadattamento magistrale dell’opera lirica pucciniana lanciato dalla regia di Leo Muscato, insignito nel 2016 dell’Oscar della Lirica (International Opera Awards-Opera Star) dalla Fondazione Verona per l’Arena.
E che arriverà al teatro Marrucino di Chieti proprio con la sua Bohème venerdì 24 novembre alle 20,30 e domenica 26 dalle 17,30. Un coproduzione tra Marrucino e la Rete Lirica delle Marche, con a capo il sovrintendente Luciano Messi, l’allestimento dell’associazione Arena Sferisterio Macerata Opera Festival e la direzione artistica di Ettore Pellegrino. Poi il celebre maestro Matteo Beltrami che condurrà l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, insieme al coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno diretto da Giovanni Farina e quelli di voci bianche La Corolla e Piccole Voci-Isc Don Giussani guidati da Mario Giorgi.
E così, alla soglia del bicentenario, il Marrucino, con il direttore Cesare Di Martino e il presidente Cristiano Sicari, in stretta collaborazione con il Comune, ha voluto rilanciare cultura e arte di qualità attraverso una cooperazione interregionale, puntando a riconquistare la scena in campo nazionale. Sul palco, allora, un riadattamento che ha già conquistato i teatri marchigiani attraverso un cast di 12 giovani talenti e che rivisita l’opera in quattro quadri di Giacomo Puccini, già su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ispirata al romanzo di Henri Murger “Scene della vita di Bohème”. La prima assoluta nel 1896, a rievocare i fatti rivoluzionari e gli scenari del movimento artistico degli Scapigliati nella Parigi del 1830. Situazioni storiche ricomprese nel nostro tempo: la Paris degli anni '30 diventa quella del Maggio rivoluzionario 1968, gli "scapigliati" si trasfigurano in giovani aspiranti artisti che vorrebbero cambiare il mondo vivendo insieme in una soffitta e che si ritroveranno non più nel caffè Momus della Parigi d'Ottocento, ma nella Disco Momus; laddove poi la Barriera D'Enfer, il luogo del terzo quadro dell'opera, diventerà la Fonderie d’Enfer - fabbrica in sciopero perché i suoi lavoratori non vorranno più respirarne i veleni tossici. «Abbiamo provato a restituire allo spettatore di oggi qualcosa che potesse essere quanto più possibile vicino a quello che Puccini aveva rappresentato per i suoi spettatori dell’epoca: un sentimento di nostalgia per momenti epocali e passati», dice il regista, mentre l’ultimo quadro sarà il momento, per quei ragazzi “smandrappati”, di crescere davanti alla notizia che la loro Mimì, 20enne, si ammalerà proprio a causa di quei veleni.
Prenotazioni al botteghino, 0871330470-321491.