Bosso: «Porto in televisione la grande musica per tutti»

Oggi una serata-evento su Rai3 con tanti ospiti: da Mentana a Bizzarri e Strada «È la follia più grande che abbia mai fatto, ogni nota è una storia da raccontare»
«I musicisti studiano ogni giorno, e ogni volta scoprono quanto un suono eseguito centinaia di volte è cambiato. Questa è la grande magia della musica».
Ezio Bosso, compositore, pianista e direttore d'orchestra, invita il pubblico a seguirlo nel suo viaggio dentro la musica che sarà trasmesso da Rai3, oggi, in un evento in prima e seconda serata. Quella di Bosso, insieme ad Angelo Bozzolini, è la scommessa di creare un programma del tutto nuovo, che potesse coniugare la televisione più accessibile alla cosiddetta musica alta. Il programma si intitola «Che storia è la musica».
Bosso, torinese, 48 anni, si metterà in gioco dirigendo l'orchestra dell'Europa Filarmonica, da lui fondata due anni fa, nell'esecuzione della Quinta e della Settima sinfonia di Ludwig van Beethoven, compositore che da bambino lo colpì grazie alla Sonata al Chiaro di luna.
Tre ore e mezza di musica e spettacolo nel Teatro Verdi di Busseto, in provincia di Parma, che dimostreranno l'accessibilità di un'arte considerata per pochi.
Ad accompagnare il pubblico e l'orchestra si alterneranno sul palco numerosi ospiti: dal comico Luca Bizzarri al giornalista Enrico Mentana («Ai giornalisti sarebbe vietato emozionarsi»), da Gino Strada («Tu non curi le ferite solo del corpo ma della vita» gli dice Bosso «questo è il più bel regalo che mi è stato fatto») a Nicoletta Mantovani e ancora Roby e Alessandra Facchinetti, Alfonso Signorini, il rugbista Andrea Lo Cicero («Non ti preoccupare sono qui a farti da guardia del corpo»), Anna Tifu, Andrea Zanotti e il Coro della Sosat.
«È in assoluto la follia più grande che io abbia mai fatto», ha spiegato Bosso nel corso della presentazione nella sede Rai di Viale Mazzini, nei giorni scorsi, «ma è una follia d'amore che faccio per la musica. Ogni nota è una storia da raccontare».
«Parlare di musica si può con dolcezza e divertimento», ha spiegato il pianista, compositore e direttore d'orchestra.
«Nel programma sono senza filtri, se mi agito, si vede, se sto bene si vede».
Per il direttore di Rai3, Stefano Coletta, «non si tratta di un concerto, è un programma televisivo strutturato attraverso questa figura straordinaria del maestro Bosso che si è messo in gioco nella sua identità di musicista e di grande affabulatore».
«Bosso», ha aggiunto Coletta, «con la sua Orchestra, il pubblico in sala e a casa, i tanti ospiti famosi, provenienti da diverse realtà, creano un legame ancora più profondo tra la musica d'eccellenza e la prima serata televisiva».
Il programma vuole essere l'occasione raccontando la musica, le sue storie e anche i suoi “operai” che restano quasi sempre anonimi, come appunto i professori d'orchestra dell'Europa Filarmonica.
Infine Bosso stesso, da sempre lontano dai palchi televisivi, che si mette in gioco senza rete, avendo come unico canovaccio la scrittura musicale beethoveniana e gli stimoli che essa gli trasmette, incontrando per la prima volta sul palco ospiti per lui inusuali ma che con entusiasmo e commozione hanno risposto al quesito su che storia fosse la musica per loro. Per l'occasione il Teatro Verdi verrà rivoluzionato. L'orchestra e il direttore saranno al centro della platea per creare un'atmosfera intima e familiare.
Come regalo per il pubblico il maestro Bosso eseguirà in anteprima una sua composizione intitolata “In Her Name, The Sea Rain”, interpretata dal violino di Anna Tifu.
«Il primo incontro con la musica per il maestro Bosso? La musica è presente nella mia vita da quando ne ho memoria, è difficile rispondere. Ho più di quarant’anni e quindi dico che è lei che ha incontrato me. Evidentemente quel bambino che ero aveva più bisogno di altri della musica. La cosa bellissima», ha concluso Ezio Bosso, «è che ogni giorno la incontro nuovamente».
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