Cannes si chiude con il Macbeth Oggi i premi con italiani favoriti

24 Maggio 2015

CANNES. Il capolavoro shakespeariano sulla bramosia di potere, Macbeth, in una nuova versione cinematografica con due talenti tra i più importanti della nuova generazione, Michael Fassbender e Marion...

CANNES. Il capolavoro shakespeariano sulla bramosia di potere, Macbeth, in una nuova versione cinematografica con due talenti tra i più importanti della nuova generazione, Michael Fassbender e Marion Cotillard, è arrivato ieri, ultimo film in concorso al Festival di Cannes, con la regia dell'australiano Justin Kurzel. Oggi è in programma l’assegnazione dei premi, con i tre film italiani in concorso (Mia madre di Nanni Moretti, Youth-La giovinezza di Paolo Sorrentino e Il racconto dei racconti di Matteo Garrone) in prima fila, fra i favoriti.

Il Macbeth di Kurzel ucirà in Italia la prossima stagione distribuito da Videa. «Ho cercato», ha spiegato il regista australiano, «di creare un mondo “cinematografico” intorno a questo dramma, aiutato dal paesaggio delle Highlands scozzesi e rendere così ancora più aspra la tragedia rispettandone assolutamente il testo». Il film non si discosta dallo scritto di Shakespeare nel raccontare la storia del valoroso generale scozzese Macbeth che si trasforma in un sanguinario, delirante tiranno aiutato dalla moglie, ma esalta tutta l'assurdità delle gesta in un'ostentazione di battaglie, vendette, zampillare di sangue con l'utilizzo potente dei colori e del paesaggio a disposizione e riprese quasi tutte in esterni, in uno stile che allo spettatore moderno può ricordare “Il trono di spade”.

«Ho pensato a Macbeth come a un soldato moderno che rientra dalla guerra in Iraq o in Afghanistan con le difficoltà di reinserimento che diventano malattia e a volte follia. La mia preparazione è stata guardare i film precedenti, soprattutto quello di Kurosawa mi piaceva, ma è poi sulla storia di oggi che ho lavorato e devo dire che prepararmi con quelle storie dei reduci segnati dalla guerra è stato psicologicamente duro», ha aggiunto Fassbender.

Marion Cotillard, premio Oscar per La vie en rose, a Cannes per la quarta volta consecutiva in concorso, racconta la durezza del film: «Recitare il ruolo di Lady Macbeth in una lingua che non è il mio francese è stato davvero difficile e per la prima volta io che sono abituata a lasciarmi invadere dai personaggi che interpreto, a viverli durante le riprese sia fuori che dentro il set, ho avuto enormi difficoltà a lasciarmi abbandonare a lei, a diventare lei profondamente come ho sempre fatto nella mia carriera. È cupa, senza speranza, perde completamente la ragione: ammetto di aver avuto problemi, anche se ad aiutarci sul set c'era il paesaggio stesso».

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