Cantata dei Pastori, il Natale delle radici in scena a Lanciano

24 Dicembre 2016

LANCIANO. Continuano le repliche a Lanciano, al Teatro Studio, dal 27 al 30 dicembre, alle ore 18, della nuova produzione del Tsa (Teatro stabile d'Abruzzo) in collaborazione con il Teatro del Sangro,...

LANCIANO. Continuano le repliche a Lanciano, al Teatro Studio, dal 27 al 30 dicembre, alle ore 18, della nuova produzione del Tsa (Teatro stabile d'Abruzzo) in collaborazione con il Teatro del Sangro, “La cantata dei Pastori”, libero adattamento dall'opera di Andrea Perrucci di Stefano Angelucci Marino, con canti a cura di Filippo Sica, regia di Stefano Angelucci Marino, e in scena Rossella Gesini, Tommaso Bernabeo, Carmine Marino e Stefano Angelucci Marino.

Una compagnia di comici dell'arte d'Abruzzo, specializzata nel gioco combinato di maschere, burattini e teatro d'attore, racconta e mette in scena “La cantata dei Pastori” facendola propria.

«Il gioco», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo, «è di teatro nel teatro (attori che costruiscono la serata...) con una linea registica tutta improntata al recupero del popolare d'arte abruzzese-napoletano, ossia il popolare d'arte che culturalmente e storicamente caratterizza l'Abruzzo. Anche in questa avventura si tratterà di far venire fuori l'identità profonda (e complessa) delle genti che vivono ai margini dei grandi centri metropolitani». Lo spettacolo riscrivere in abruzzese le figure di Razzullo e Sarchiaponee lavorando sulle musiche e i canti (versione di Roberto De Simone) per una edizione fortemente popolare.

“La cantata dei Pastori” è stata scritta alla fine del Seicento (1698) da Andrea Perrucci e da allora, da più di tre secoli, è continuamente rappresentata, rimaneggiata, riscritta. Si potrebbe dire che la tradizione della “Cantata” è la tradizione delle “Cantate” perché poi, nel tempo, ogni compagnia di quartiere, di paese, di parrocchia, ha elaborato una sua “lezione” e dato inizio a una propria tradizione interpretativa.

Ultimo e più illustre di tutti è Peppe Barra, che aveva già interpretato l'opera a fianco della madre Concetta, nel ruolo di un irresistibile Sarchiapone, dopo essere stata l'Angelo nella celebre versione di Roberto De Simone alla fine degli anni Settanta.

“La cantata dei Pastori” è la storia delle traversie di Giuseppe e Maria per giungere al censimento di Betlemme. Nel difficile viaggio vengono accompagnati da due figure popolari, Razzullo, scrivano napoletano assoldato per il censimento, e Sarchiapone, «barbiere pazzo e omicida», maschera ispirata quasi direttamente dalla tradizione popolare dei Pulcinella e antesignano di Felice Sciosciammocca.

«Sarchiapone», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo, «è la dimostrazione delle varie sovrapposizioni e aggiunte delle tradizioni delle Cantate. Il personaggio di Sarchiapone non esisteva infatti nella versione originale di Perrucci, fu introdotto per rendere meno paludata la rappresentazione, per adattarla al gusto del pubblico e via, via, si è andato ritagliando un ruolo sempre più importante».

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