Canzoni, gentilezza e tre talenti abruzzesi contro il pregiudizio

Originario di Spoltore il regista del musical, Piero Di Blasio Nel cast , i pescaresi Franco Mannella e Giovanni Di Tizio
PESCARA. Diversità, inclusione in uno spettacolo che mette al centro bullismo e tematiche di genere. Un adattamento originale e divertente che porta la firma di Piero Di Blasio, originario di Villa Santa Maria di Spoltore.
Ecco Tutti parlano di Jaime, il musical in scena al Teatro Brancaccio di Roma fino al 3 aprile. Dal palco si racconta la storia vera di Jamie Campbell un adolescente di Sheffield, in Inghilterra, che sogna di andare al ballo di fine anno in abiti femminili, ma si trova a scontrarsi con i pregiudizi della società. Di Blasio, che firma anche la regia, ha già alle spalle un curriculum importante anche come attore, cantante e doppiatore; ha curato la traduzione e l'adattamento di diversi spettacoli musicali, tra cui La piccola bottega degli orrori, il musical, nell'edizione del 2019/ 2020. Nel cast artistico abbiamo anche due attori pescaresi Franco Mannella (anche affermato doppiatore), autore di una performance commovente nei panni della drag queen Loco Chanelle, e Giovanni Di Tizio, giovane membro dell'ensemble.
IL MUSICAL
Nato dal documentario della Bbc del 2011 Jamie: drag queen at 16 (cioè “Jamie, drag queen a 16 anni”), il pluripremiato musical Tutti parlano di Jamie ha debuttato nel 2017 all’Apollo Theatre di Londra, raccogliendo un successo di pubblico e critica tale da diventare presto anche un film targato Fox, uscito nel settembre 2021 e ancora disponibile in streaming sulla piattaforma Amazon Prime Video. Oltre all’Inghilterra, dove è in scena da diverse stagioni, il musical ha debuttato con grande successo anche a Tokyo, Seul, Los Angeles e Sydney. Jamie è una storia di formazione moderna per una generazione alla ricerca della sua “vera” identità, che vuole affermare sé stessa al di là del genere, dell’orientamento sessuale e delle convenzioni sociali. Una storia, come già avvenuto per il film Billy Elliot, che parte dalla provincia inglese per portare la sua rivoluzione “gentile” in giro per il mondo. Nella versione italiana, per vestire gli scintillanti panni di Jamie è stato scelto Giancarlo Commare, attore rivelazione delle ultime stagioni televisive e cinematografiche, dalla serie Skam Italia al film Maschile singolare. La madre di Jamie è invece Barbara Cola, che si ricorda anche per la partecipazione a Sanremo 1995 in duetto con Gianni Morandi.
«Non è stato facile», spiega Di Blasio, «perché un personaggio come Jamie è come un “figlio” che ha bisogno di attenzioni, di fiducia, ma anche di tanta consapevolezza. Per questo abbiamo aspettato tre anni per la versione italiana. L'Italia non era ancora pronta. Poi c'è stata la pandemia, la battaglia per il ddl Zan, ora anche Drusilla a Sanremo, e abbiamo pensato che forse il momento era arrivato. Jamie è un po' come se Billy Elliot mettesse i tacchi a spillo» ma, sottolinea Di Blasio, «non è la storia di un ragazzo che vuole diventare Drag Queen, ma che vuole essere se stesso». Un lavoro in sinergia: «La stretta collaborazione tra lo staff creativo italiano e quello inglese», ha aggiunto il regista, «ha portato alla genesi di uno spettacolo nuovo e unico, che mantiene intatto lo spirito del successo inglese (oltre alla struttura drammaturgica e alle canzoni), ma lo arricchisce di una esperienza teatrale tutta italiana, strizzando l’occhio alla società post industriale, narrata da Ken Loach, mischiato al glamour del mondo “drag” dagli anni ’70 a oggi».
Di Blasio è socio fondatore della compagnia Attori animati e, nel 2016, della Amo, produzione professionale di commedie musicali per compagnie ridotte (fino a un massimo di sei attori).
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