CAPAREZZA: «IL MIO ADDIO ALLE SCENE? NOTIZIA FALSA»

28 Giugno 2022

L’artista smentisce il suo ritiro a causa dell’acufene Sarà in concerto a Pescara il 6 agosto per lo Zoo Music Fest

«Il mio addio alle scene a causa dell'acufene? Una notizia senza fondamento, per ora non c'è pericolo che lasci la musica. La vita, però, fa sempre quello che vuole e infatti Exuvia è un'ode proprio al cambiamento». Il rapper di Molfetta Michele Salvemini, in arte Caparezza, in concerto ieri a Bologna, commenta così la notizia circolata in merito al suo presunto addio alle scene musicali a causa dell'acufene, disturbo all'udito di cui il rapper soffre da diversi anni. Appena prima di salire sul palco, l’apprezzatissimo musicista smentisce una volta per tutte: «Nelle interviste ho sempre detto che non ci sarà un tour invernale di Exuvia, qualcuno ha interpretato questa frase come un addio, sono circolati virgolettati inventati, ma io questa cosa non l'ho mai detta. Non c'è pericolo che lasci, per ora».
La notizia non può che far piacere ai tantissimi fan che anche in Abruzzo stanno aspettando il concerto del cantante, che il 6 agosto sarà a Pescara per inaugurare il Zoo Music Fest al Porto turistico. Il disturbo di cui soffre il rapper, infatti, non è cosa di poco conto: un fischio senza fine, che dura almeno da sette anni e che non dà tregua. Ma se Caparezza rallenta, è sicuro, adesso, che non si ferma la sua musica né in studio né dal vivo. E dopo le venti date dell'Exuvia tour, Michele Salvemini torna al lavoro per un nuovo disco e per un nuovo tour che verrà. E magari anche ai fumetti, passione mai sopita, come ha rivelato proprio ieri.
Più volte in questi anni Caparezza aveva parlato della malattia che lo affligge: ne aveva scritto anche nella canzone Larsen del 2017 («Fischia l'orecchio, infuria l'acufene; nella testa vuvuzela, mica l'ukulele; la mia resistenza è quella zulu, cede»).
«È successo all'improvviso», aveva spiegato in una intervista l'anno scorso, «io ho sempre avuto un leggero acufene, impercettibile, come tanti musicisti, mi faceva quasi compagnia. Ora in testa c'è questo fischio costante».
«Riprendere a fare concerti è bellissimo», continua l'artista mentre si prepara al concerto bolognese. «A Treviso quasi tutti hanno cantato dall'inizio alla fine le canzoni di Exuvia, per me fonte di immensa gioia, a dimostrazione del fatto che è un album che, nonostante la complessità, è amato e che posso cantare dal vivo. Non nascondo», confida, «che mi ha sorpreso».
«Quando segui le mode, finisci con loro», continua Caparezza. «Io non le ho mai seguite, sono sempre stato fedele a me stesso e ho sempre fatto musica a modo mio. A oltre vent'anni di distanza, penso di poter dire che questo mi ha premiato». «Exuvia è un album più sbilanciato verso di me, verso Michele», continua, «nel mio essermi scrollato di dosso il passato. Mettersi in discussione aiuta ad apprezzare la vita. Se ti cuci addosso un ruolo, poi è difficile andare avanti, è importante sapersi adattare, abbracciare il cambiamento». E sui prossimi cambiamenti? A questa domanda, alza le spalle sorridendo, con aria tra il serio e lo scherzoso: «Oggi un'amica mi ha detto che la vita delle persone cambia ogni sette anni. Io quest'anno, dopo il tour, compirò 49 anni, che è sette volte sette... immagino un cambiamento epocale». «E sì», ammette, «in testa ho delle idee. Quando ho scoperto di avere l'acufene ho passato un momento davvero difficile. Ma a un certo punto, dal passato è arrivata una specie di ancora: i fumetti, che sono stati il mio primo amore». «Ecco, credo che in futuro farò qualcosa che possa conciliare le mie diverse passioni. Per il resto, il domani non si può prevedere». «Una sola cosa è certa - conclude - non abbandonerò mai il mondo creativo».
Il concerto di Pescara, nell’ambito dello Zoo Music Fest, inizierà alle 21 al Porto turistico. Per questa sedicesima tappa dell’Exuvia Tour, sono previsti in scaletta, oltre ai brani dell’ultimo album, tra cui Come Pripyat diverse grandi hit degli anni scorsi, come Fuori dal tunnel, Ti fa stare bene e Vieni a ballare in Puglia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA