Carlo e Antonio irresistibili sfigati «Il nostro è un duetto»

27 Gennaio 2016

Presentato a Roma “L’abbiamo fatta grossa” con Verdone anche regista e Albanese «amico per sempre»

ROMA. Arturo e Yuri, Carlo e Antonio: due irrecuperabili casi umani per due comici di razza, attori e autori al contempo. L’investigatore sfigato Arturo Merlino e l’attore con vuoti di memoria Yuri Pelagatti, interpretati rispettivamente da Carlo Verdone e Antonio Albanese, sono i protagonisti del nuovo film, il 25esimo da regista e interprete, di Verdone, la commedia “L’abbiamo fatta grossa”, prodotta da Aurelio e Luigi De Laurentiis e distribuita da Filmauro, in uscita domani in 850 sale.

Gli irresistibili duetti tra Verdone e Albanese sono il nerbo di questa divertente e curata commedia situazionista, venata di quel sottotesto malinconico caro al regista, con una spruzzata di noir e suspence, e un finale che vira verso la denuncia. Yuri Pelagatti (Albanese) è un attore teatrale che, sconvolto dall’abbandono della moglie Carla (Clotilde Sabatino), non ricorda più le battute in scena; preso dal panico, decide di rivolgersi a un detective privato, per avere le prove del tradimento della moglie. Incappa così in Arturo Merlino (Verdone), ex carabiniere che si arrabatta come investigatore, sogna casi spericolati ma tutt’al più deve recuperare cani e gatti scappati da casa (come il micio di un vecchio generale spilorcio, cameo di Giuliano Montaldo); Arturo vive in casa della vecchia zia Elide (Virginia Da Brescia) e sfoga la brama d’avventura in raccontini hard boiled (“Le notti insonni di Peter York”).

Una maldestra intercettazione ambientale e una valigetta con un milione di euro faranno finire Yuri e Arturo, con esiti comici, in un mare di guai. Nell’imprevedibile finale giocherà un ruolo fondamentale un minaccioso «uomo elegante», impersonato dal sempre bravo Massimo Popolizio. Nel cast una scoperta di Verdone, la cantante lirica georgiana Anna Kasyan (la barista armena Lena, flirt di Arturo), Francesca Fiume e Federigo Ceci. Intorno, nella calda fotografia di Arnaldo Catinari, una Roma inconsueta, tra Monteverde Vecchio, Centocelle, i quartieri Castrense e Nomentano. «Volevo fare un film in piena libertà. Avendo al fianco un attore come Antonio Albanese, molto fisico ed esuberante, volevo sterzare, liberarmi dei miei temi abituali. Con gli sceneggiatori Pasquale Plastino e Massimo Gaudioso ho cercato di creare quasi una favola, ma con un finale con accenti di critica sociale», ha spiegato Carlo Verdone ieri mattina ai giornalisti, dopo l’anteprima di “L’abbiamo fatta grossa” al cinema Savoy di Roma (il giorno prima c’era stata la presentazione a Napoli). Con l’attore-regista e gli sceneggiatori erano presenti all’incontro il co-protagonista Antonio Albanese e i produttori Aurelio e Luigi De Laurentiis. In conferenza stampa lo scambio di lodi tra Verdone e Albanese ha confermato che la felice alchimia trovata dalla nuova strepitosa coppia comica del cinema italiano potrebbe rinnovarsi in un secondo film. Tutto dipende da come andrà “L’abbiamo fatta grossa”. «Se diventeremo una coppia dipenderà dal pubblico. Se apprezzerà questo film abbiamo già una traccia da sviluppare tra due anni», ha confermato Verdone. «Penso che nel cinema si debbano unire le forze. Io e Antonio ci siamo trovati in maniera fantastica, siamo diversi ma è stato tutto perfetto perché abbiamo la stessa identica ironia, ognuno di noi due esalta l’altro».

«Abbiamo lo stesso ritmo interno, lo stesso movimento, gesto, musica. Ecco è stato un duetto», ha aggiunto Albanese. «In questo film mi sono ritrovato dentro una solida sceneggiatura, però libero di fantasticare e suonare questi nostri corpicini. Una grande occasione per confrontarmi con un comico che ho sempre amato. È stato eccitante e fantasioso. Ho visto “Bianco rosso e Verdone” a 18 anni, ancora non facevo l’attore. Già allora mi colpì la grande bravura di Carlo. È una guida. Mi piacerebbe tornare a lavorare con lui per sviluppare questa nostra combinazione».

Carlo Verdone ha ribadito l’affiatamento con Antonio Albanese anche fuori dal set: «Siamo diventati veramente amici. Antonio ha questo spirito lombardo che a me piace molto, a lui piacciono certi miei lati tipicamente romani. Inoltre ci unisce l’amore per la musica, per l’arte. Sul set non ci siamo mai scavalcati. È il miglior attore con cui ho lavorato». E Albanese, di rimando, con una battuta del film: «Se hai, hai. Se non hai, ohi!».

“L’abbiamo fatta grossa” si conclude con una sonora pernacchia a un (poco) onorevole. Verdone: «Il finale è un atto di ribellione e liberazione per Yuri e Arturo. Il pernacchione è l’unica rivalsa che questi due poveracci possono permettersi».

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