Cechov superstar bellissime al debutto e grandi regie

Cechov superstar, ma anche tanto contemporaneo. Una Carmen che parla napoletano, parate di “bellissime” e sfide a distanza dei grandi registi, da Ronconi a Lavia. È la seconda parte di stagione...
Cechov superstar, ma anche tanto contemporaneo. Una Carmen che parla napoletano, parate di “bellissime” e sfide a distanza dei grandi registi, da Ronconi a Lavia. È la seconda parte di stagione pronta a tornare in teatro con un cartellone di debutti nuovi di zecca.
Primo atteso appuntamento quello tra Luca Ronconi e la Lehman Trilogy di Stefano Massini: 160 anni di storia d'America, dallo schiavismo al post 11 settembre, attraverso le vicende di una delle sue più importanti famiglie. Ronconi li ricostruisce per il Piccolo in due spettacoli indipendenti, “Tre fratelli” e “Padri e figli” (29 gennaio) entrambi interpretati da Fausto Cabra, Massimo De Francovich, Fabrizio Gifuni, Paolo Pierobon, Massimo Popolizio. Ma, complice l'Expo, quasi a fine stagione, in veneziano, dirige anche un classico come “Le donne gelose” di Goldoni (maggio). Mario Martone torna invece alle sue radici partenopee con una sua “Carmen”, mediterranea e simbolo della tragedia del femminicidio, con il volto di Iaia Forte, l'adattamento di Enzo Moscato, le note di Bizet, l'Orchestra di Piazza Vittorio e mescolando Zarzuela, Viviani e sceneggiata (febbraio). Intanto Marco Sciaccaluga affida a Ugo Dighero “Il matrimonio del signor Mississippi” di Friedrich Duerrenmatt (febbraio) e Alessandro Gassmann sfida il ricordo del film di Milos Forman con Jack Nicholson in “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, ora interpretato da Daniele Russo (aprile).
Si deve aspettare primavera anche per “La vita di Galileo” secondo Gabriele Lavia, che chiude con Brecht la sua prima stagione da direttore alla Pergola di Firenze (maggio); o per il “Der Park” di Botho Strauss dal “Sogno” di Shakespeare riletto da Peter Stein (maggio). Intanto, Enzo Vetrano e Stefano Randisi riportano in scena “L'onorevole” di Sciascia con Laura Marinoni protagonista (9 gennaio, Palermo). Parte in tournèe il “Good People”di David Lindsay-Abaire diretto da Roberto Andò (9 gennaio, Catania), mentre Giorgio Diritti crea l'inedita coppia Monica Guerritore-Carolina Crescentini nello scontro generazionale insegnante-allieva di “Collected Stories - Qualcosa rimane”, commedia del premio Pulitzer Donald Marguiles, inedita per l'Italia ma già in scena a Broadway. E ancora, Sergio Rubini scrive, dirige e interpreta “La notte porta scompiglio”, ritratto di coppie borghesi con Fabrizio Bentivoglio, Isabella Ragonese e Maria Pia Calzone (27 gennaio, Ascoli Piceno).
Nuova drammaturgia anche con Massimo Carlotto che firma “Il mondo non mi deve nulla” con Pamela Villoresi ( Foggia); Serena Sinigallia che dirige “6bianca”, dell'autore cult Stephen Amidon (febbraio); e Angelo Longoni che trasforma Marco Bocci in “Modigliani” alle sue ultime ore di vita (18 gennaio, La Spezia). Grandi classici per Carlo Cecchi che torna a Shakespeare con una nuova messa in scena de “La dodicesima notte” e le musiche di Nicola Piovani (febbraio); per Valerio Binasco che trasforma Emilio Solfrizzi nel “Sarto per signora” di Feydeau (febbraio); per Vincenzo Pirrotta che riscrive “Clitennestra Myllennium” per Anna Bonaiuto (maggio); per Andrèe Ruth Shammah che dirige Gioele Dix ne “Il malato immaginario” di Moliere (23 gennaio, Saronno); per il “Finale di partita” da Beckett di Lluis Pasqual (28 gennaio, Napoli); o per Marco Plini e “La serra” di Harold Pinter. Anche se la palma dell'autore più rappresentato va al russo Anton Cechov, tra “Il giardino dei ciliegi” diretto da Luca De Fusco con Gaia Aprea (Genova) e quello di Filippo Dini e Sara Bertelà (febbraio), “Il gabbiano” secondo Antonio Syxty (febbraio), “Tre sorelle” per la regia di Claudio Di Palma (febbraio) e lo “Zio Vanja” di Pierpaolo Sepe (marzo). Lo Stabile di Napoli omaggia Peppino Patroni Griffi a partire da “Il mio cuore è nel sud”, regia di Mariano Rigillo (9 gennaio), mentre “Io sono il vento” di Jon Fosse arriva in scena sia con Luca Lazzareschi (marzo) che nella versione di Alessandro Greco (febbraio). Polvere di glamour con tante bellissime in scena: Vittoria Puccini debutta in teatro, con Vinicio Marchioni nei panni che furono di Liz Taylor per “La gatta sul tetto che scotta” (9 gennaio, Caserta); Caterina Murino come la Kidman nel “Doppio sogno” di Schnitzler (16 gennaio, Campobasso); Bianca Guaccero con Sergio Assisi in “Oggi sto da Dio” (9 gennaio, Guidonia); e Vanessa Incontrada in “Mi piaci perchè sei così” (17 gennaio, Parma). Ancora grandi risate con il ritorno di Teresa Mannino in “Sono nata il 23” (23 gennaio, Carpi); con Francesca Reggiani e il “Futuro di una volta” (febbraio); e Biagio Izzo ne “L'amico del cuore” di Vincenzo Salemme (8 gennaio, Roma). Chiusura in musical con il primo “Billy Elliot” italiano, diretto da Massimo Romeo Piparo a maggio a Roma.