«Che bello il teatro in provincia, tra amici liquirizie e caffé»

29 Ottobre 2016

Parla Pino Strabioli, direttore artistico del Comunale di Atri e dal 12 novembre a marzo in tournée con “ Sister Act”

ATRI. Prende il via domani la stagione di prosa 2016/17 del Teatro Comunale di Atri, con un cartellone che prevede sei spettacoli con volti noti nel panorama nazionale e internazionale. Anche quest’anno, come ormai da diverse stagioni, direttore artistico è l’attore e regista oltre che conduttore televisivo, Pino Strabioli che si è raccontato in una lunga intervista partendo proprio dall’ultimo cartellone: «Abbiamo scelto sei spettacoli diversi, sei storie, sei mondi: dalla commedia al dramma, dall’evocazione storica alla drammaturgia contemporanea, storie interpretate da voci e volti amatissimi come Giuliana De Sio che inaugura la stagione domani 30 ottobre con un testo forte di Annibale Ruccello, “Notturno di donna con ospite”, poi Massimo Ranieri, Stefania e Amanda Sandrelli, Roberto Ciufoli, Paola Minaccioni...».

Lo spettacolo di Antonio Grosso, “Certe Notti” che andrà in scena il 15 gennaio, è dedicato a un tema più che mai attuale: il sisma. La storia ci riporta al terremoto aquilano. Significativo che il debutto nazionale sia proprio in Abruzzo. E’ stata una casualità o una scelta ragionata?

«E’ stata una scelta, già nella scorsa stagione avevamo avuto ospite Antonio Grosso con una commedia che ha avuto molto successo, quest’anno il produttore Ercole Palmieri ci ha proposto la prima nazionale di questo testo, che racconta con forza e tenerezza la terribile notte del disastroso terremoto aquilano nella casa degli studenti, ci sembrava giusto ospitarlo in Abruzzo».

Lei da anni è direttore artistico del Teatro Comunale di Atri, come è nata questa collaborazione?

«E’ nata grazie all’assessore alla cultura Domenico Felicione che mi ha contattato anni fa ormai ed è partita questa piacevolissima collaborazione, è una gioia rappresentare un teatro storico così bello e accogliente».

Che difficoltà riscontra, se ne riscontra, nell’essere direttore artistico di un teatro di provincia?

«Nessuna, gli attori, quelli veri, amano la tournée, amano i bei teatri, sono girovaghi, Atri è anche artisticamente ricca e accogliente, oltretutto da ormai trent’anni il teatro è la mia vita, lo faccio, lo racconto in televisione, quindi conosco bene il mio mondo».

Che rapporto ha con la città di Atri?

«Purtroppo riesco a stare pochi giorni a causa dei miei impegni, ma ho un bellissimo rapporto con la città, le persone mi ringraziano, ho gli appuntamenti fissi, liquirizie in quel negozio, caffè in quel bar, cena in quel ristorante e poi ogni volta scopro un angolo nuovo».

Oggi portare pubblico a teatro è sempre più difficile, qual è la chiave per riempire le sale?

«Ma non esiste una chiave, basta intercettare i gusti, le tendenze, conoscere gli spettacoli che si scelgono».

Lei ha intrapreso una lunga carriera, fra teatro, cinema e televisione. Cosa la rappresenta di più?

«Forse il teatro, perché lo scegli davvero fino in fondo, dal 12 novembre a marzo girerò l’Italia con Sister Act il musical diretto da Saverio Marconi e con un’intervista-spettacolo con la grande Piera Degli Esposti. La televisione è un mezzo che amo moltissimo».

Tra i programmi televisivi che ha condotto a quale è rimasto più legato?

«Certamente “Unomattina” che mi ha fatto conoscere dal pubblico, e poi i dieci anni di “Cominciamo Bene”».

“Lasciatemi divertire” con Paolo Poli è stato molto apprezzato, qual era il suo rapporto con il grande attore recentemente scomparso?

«E’ il più importante programma della mia carriera, Poli è stato il mio maestro, da lui ho imparato moltissimo, ha lasciato un vuoto immenso nella mia vita. La sua voce libera manca a tantissima gente».

Ai giovani che si sognano attori cosa consiglia?

«Consiglio sempre di provarci, di studiare. Tre cose sono fondamentali per riuscire: un po' di talento, molto studio e moltissima fortuna».

Evelina Frisa