Chi rende grande l’Abruzzo in 31 ritratti

L’associazione Misfits Project presenta al museo Colonna di Pescara il volume fotografico “Volti di un territorio”
PESCARA. «Questo è un libro di fotografie, di ritratti. E’ un libro sull’identità, tematica a me particolarmente cara come artista. E’ un tentativo – arduo e non esaustivo – di definire l’identità culturale e sociale di un territorio», così il direttore artistico Fabrizio Sacchetti definisce il volume “Volti di un Territorio/Portraits of a Land” che sarà presentato domenica 16 al museo “Vittoria Colonna” di Pescara alle 17.
E’ un libro di fotografie, ma anche di talento e nostalgia, precisa Andrea Ferrante, presidente dell’associazione Misfits Project che ha dato vita al progetto editoriale. Sono 31 i ritratti, accompagnati da brevi biografie, di abruzzesi che ce l’hanno fatta, che in patria o all’estero sono riusciti a costruire qualcosa, a distinguersi per il proprio sapere o il proprio saper fare. «Questo libro testimonia dedizione cura e, anche, fatica; è sostenuto dalla volontà di mostrare qualcosa di bello, di nostro e di tutti, e si proietta verso un’utopia: che l’arte possa essere arte tout court, svincolata dall’essere funzionale al mercato con la sua logica utilitaristica», osserva Ferrante.
Un libro, anche, che consola e dà speranza. Si può nascere ad Atessa per diventare ricercatore associato all’Università di Cambridge, per poi scegliere di ritornare all’istituto scientifico del Gran Sasso, come ha fatto Paolo Antonelli. O a Teramo e poi disegnare Dylan Dog per la Marvel, come è accaduto a Carmine Di Giandomenico. O, ancora, fare come Giacomo Marini che da Cugnoli ora vive in California ed è stato Ceo di diverse aziende nella Silicon Valley.
«Da queste pagine parlano i Volti di quest’Abruzzo bello e duro, amato e odiato, talvolta lasciato con rancore ma poi sempre rimpianto, evocato, rincorso. I Volti dell’Abruzzo sono ovunque nel mondo, li incontriamo sempre anche se non si palesano come tali. Insospettabili fino a quando non sentiamo una parola pronunciata in un inglese particolare, non vediamo una foto dei loro nonni contadini, non capitiamo a pranzo a casa loro e scopriamo che agli ospiti riservano ancora timballo e maccheroni carrati», osserva lo scrittore Camillo Chiarieri nella prefazione del volume stampato dalle prestigiose Grafiche dell’Artiere di Bologna. A raccontare, con le immagini, i personaggi sono – per quasi tutti – quattro giovani fotografi: Giuseppe Sericola di Atri, Annalisa De Luca di Ortona, Pierluigi Fabrizio di Pescara e Barbara Tucci di Chieti. «Spero che sfogliare il libro per il lettore sia un “piacevole ristoro” lungo il proprio erto sentiero. Una sosta al bordo di uno specchio d’acqua sul quale, almeno in parte, intravedere il proprio volto come parte di un più ampio Paesaggio. Spero che questo libro sia uno strumento per chi ha responsabilità e potere di scelta, per leggere le nuove e vecchie potenzialità del territorio, non aspettando che vengano prima valorizzate altrove o storicizzate. Investendo, ora, si delineano i tratti di un futuro volto», conclude Sacchetti, che ha anche realizzato la copertina con una elaborazione foto-grafica del Gran Sasso.
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