Chiara, la studiosa pescarese che svela i segreti di de Pisis

21 Ottobre 2019

La giovane critica Strozzieri pubblica il diario inedito del grande artista ferrarese «Leggendolo sono rimasta dapprima sbalordita e poi sempre più affascinata» 

PESCARA. «Durante un tirocinio alla Soprintendenza per l’area metropolitana di Venezia mi sono imbattuta in un diario inedito di Filippo de Pisis rimanendone dapprima sbalordita e poi sempre più affascinata. Dopo aver curato tanti cataloghi pensavo da tempo di pubblicare un libro e l’occasione che si presentava era sicuramente quella giusta».
Chiara Strozzieri, critico d’arte pescarese, nonostante la giovane età può vantare numerose esperienze tra allestimenti di mostre in luoghi prestigiosi, collaborazioni con diverse riviste d’arte, pubblicazione di cataloghi e la direzione del Museo delle Arti di Nocciano. Sempre assecondando una passione trasmessa dal padre Leo, apprezzato artista e critico d’arte. «Non poteva, forse, essere diversamente», racconta. «Sin da bambina sono stata in contatto con diversi artisti e ricordo ancora l’emozione di quando, assieme a papà, visitammo a Marino la splendida villa rinascimentale del grande Umberto Mastroianni, che volle dedicarmi una scultura. Quasi conseguenziale una laurea in storia dell’arte all’università dell’Aquila e poi una specializzazione in beni storico-artistici all’ateneo di Udine. Una città particolare, un mondo aperto, geograficamente e culturalmente».
Ma in Chiara c’è da sempre tanta curiosità, tanta voglia di ampliare la propria visione dell’arte. Attraverso viaggi negli Stati Uniti e in Giappone ed una ricerca costante da portare però avanti senza fretta. «Credo di aver bisogno di tempi lunghi, diciamo pure di “respirare le cose”, ma, quando ho avuto tra le mani il diario di Filippo de Pisis non ho avuto dubbi e mi sono messa subito in contatto con la pronipote dell’artista, Sibylle de Mandiargues che ha poi curato la prefazione del libro». “Filippo de Pisis – Diario 1931-32” (Edizioni Mondo Nuovo) è proprio un diario. Riprodotto, trascritto e analizzato dall’autrice, espressione del periodo relativo ai primi anni Trenta vissuti a Parigi da una figura di spicco dell'arte italiana del Novecento. Sicuramente un momento di grande splendore, sia dal punto di vista personale che professionale, di Filippo de Pisis (Ferrara, 11 maggio 1896 – Brugherio, 2 aprile 1956) il quale in Francia scopre la vita libera, fatta di incontri con personaggi pieni di idee, avventure amorose e sperimentazioni artistiche che intendono superare la grande pittura dell’Ottocento. E proprio nel diario l’artista ferrarese espone le sue teorizzazioni sulla pittura moderna, sul colore e sullo stile di vita innovativo che solo una città aperta come Parigi, al tempo, poteva essere in grado di recepire.
Non mancano le riflessioni sull’amore, quello cercato per le strade e fatto di brevi incontri con giovani che diventano spesso protagonisti dei suoi quadri e degli schizzi presenti nello stesso diario. «Lo studio puntuale di questi disegni, secondo la stessa pronipote, può rappresentare il principio di un nuovo e doveroso filone di approfondimento di una personalità davvero complessa», aggiunge l’autrice. «Omosessuale dichiarato, ebbe anche qualche problema con il regime fascista. Amico fraterno di Giorgio De Chirico, de Pisis è stato, in ogni caso, sicuramente tra i maggiori interpreti della pittura italiana e mi fa inoltre piacere considerare come la pubblicazione del diario abbia coinciso con l'inaugurazione della più grande retrospettiva a lui dedicata al Museo del Novecento di Milano».
Dove Chiara Strozzieri sarà appunto presente al bookshop con il suo volume che, dopo gli appuntamenti in diverse città italiane, verrà presentato a Pescara il prossimo 8 novembre nell’ambito dell’ormai tradizionale Fla –Festival di Libri e Altrecose. «Una rassegna che peraltro adoro da sempre», osserva Strozzieri. «Un qualcosa in cui fa piacere riconoscerti. Il festival diretto da Vincenzo D’Aquino rappresenta davvero uno splendido esempio di interconnessione tra vari aspetti culturali. Quello che forse manca, rispetto ad altre realtà, in una città come Pescara alla quale, comunque, non fanno certo difetto iniziative di ottimo spessore. Iniziative però spesso all’insegna del mordi e fuggi, che si esauriscono in pochi giorni. Espressione di gruppi che non comunicano con gli altri facendo venire a mancare quella sinergia in grado di abbracciare l’intero mondo della cultura e rendere più vivace e stimolante la città durante tutto l’anno».
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