Chicchi di mais come oro in un caldo mattino d’inverno in città
Nel setaccio è rimasto impigliato un chicco di mais. L’inverno mi fa pensare sempre alla polenta, a grana dura, della mia infanzia. Ma il profumo vaga insieme a me, inquieto, scompare per le strade...
Nel setaccio è rimasto impigliato un chicco di mais. L’inverno mi fa pensare sempre alla polenta, a grana dura, della mia infanzia. Ma il profumo vaga insieme a me, inquieto, scompare per le strade della città. Cammino, sciacquando i pensieri.
È una di quelle mattine d’inverno ancora calde, per fortuna, in cui combattono il caldo e il freddo per contendersi il clima della giornata e le nuvole lassù corrono a velocità insospettabili. Se ne stanno infreddoliti insieme ai piccioni, i barboni già ubriachi, accanto allo sfavillio natalizio del supermercato. Stazionano lì da tempo ma ogni giorno il gruppo cambia, s’assottiglia o aumenta. Gli hanno lasciato una piccola soglia di marmo, ai piedi di un edificio chiuso. Eppure, continuano a ritrovarsi lì come fosse una Patria, un fazzoletto di suolo amico: hanno facce bianche e nere, grigie o chiare.
L’alcolismo e la povertà non hanno etnie. Se ne stanno accanto a bottiglie di birra già vuote, brick di vino a buon mercato, qualche telefono che suona, qualche silenzio pesante come la coperta di lontananza che li avvolge. Accanto, impilato in contenitori metallici, tutto ciò che viene scartato dall’opulenza del supermercato o del negozio: impressionante quantità di carta e di cartone, scatole che hanno contenuto merce di tutti i tipi, tutto finito dentro le nostre tiepide case. In genere stanno seduti e in silenzio; un ragazzo alto, dinoccolato, all’improvviso si è alzato. Ha tirato fuori dal suo giubbotto troppo ampio un sacchetto di granturco e i piccioni subito si sono precipitati, atterrando in formazione aerea sull’asfalto. Lui sorrideva e parlava, circondato dai piccioni.
Sarà stato felice in quel momento, lo spero. È uscito un raggio di sole dalle nuvole compatte. Il granoturco è diventato oro e ogni piccione ha portato via con sé, in volo, una pepita. Presto del mucchietto dorato non è rimasto nulla. È scomparso, come scompaiono le visioni che aprono uno squarcio sul mondo, sulla sua infinita cattiveria e bontà.