Ciaspolata sul Velino fino al Rifugio Sebastiani

Si parte da Campo Felice all’uscita di Tornimparte dell’A24
Due ricercatori di psicologia ambientale dell’Università di Groningen hanno messo in evidenza che trovarsi di fronte a spettacoli naturali eccezionali, che stupiscono, ha effetti positivi su stati d'animo ed emozioni, al punto da distoglierci da noi stessi per connetterci con l'umanità. Dunque, stupirsi di spettacoli naturali meravigliosi come panorami, ambienti, cascate, fiumi e rocce poderose, insomma tutto ciò che abbiamo a portata di mano nel nostro appennino, non può che farci bene.
E oggi andiamo a stupirci con una ciaspolata nel gruppo del Velino.
Tra le escursioni invernali, quella al Rifugio Sebastiani (2102m) nel massiccio del Velino, merita di essere considerata una classica/tradizionale uscita invernale. Quindi armiamoci di ciaspole e cominciamo a camminare.
Si parte da Campo Felice (uscita autostradale A24-Tornimparte) nei pressi del Ristorante Alantino nelle cui vicinanze è possibile anche affittare le ciaspole. Scegliamoci una giornata di sole senza vento e portiamo con noi guanti, occhiali da sole, una giacca anti-vento, le ghette e un cappello di lana oltre al resto.
Si comincia a camminare sul retro del ristorante scavalcando il dosso che copre la visuale verso ovest e ci si ritrova su una pianura bianca stupenda da percorrere, seguendo l’evidentissima carrareccia o i passi di chi ci ha preceduto (sentiero 1C). Dopo 45 minuti di altopiano, si arriva alle vecchie miniere di bauxite. Si tratta di una piccola costruzione metallica circondata da terreno rossiccio. Poco dopo si entra nel bosco e si aggira una sbarra che chiude la carrareccia alla circolazione degli autoveicoli. Ora finalmente si sale e dopo aver superato una bellissima radura e ancora un tratto di bosco, si giunge ad un valico (1.30 ore dalla partenza) che apre le porte alla Val Leona e alla Valle del Puzzillo che si estendono meravigliose a forma di semicirconferenza. Intorno i monti più belli: da nord verso ovest e poi a sud troviamo imponente il Monte Puzzillo che si abbassa su un’amaca morbida e bianca, la sella del Morretano, quindi la cima omonima, tutto il gruppo del Costone compresa la rocciosa Vena Stellante, e poi le cimate del Puzzillo e di Pezza a chiudere il semicerchio su Campo Felice. Per gli occhi una gioia, per il cuore un’emozione senza eguali. Il bianco accecante ci accompagna ad uno stazzo, poi ad un fontanile dove si lascia la carrareccia e ci si inerpica verso il rifugio (sud ) di cui è visibile la bandiera sul tetto. Questo tratto è leggermente più ripido ma se la neve è buona si può allungare zigzagando.
Si arriva al rifugio in circa 3 ore dalla partenza e lo si trova semisommerso dalla neve: uno spettacolo singolare che ci avvicina all’inverno, quello di una volta, con i fuochi accesi e le minestre calde. Sul rifugio il Monte Costone (2271m) è immacolato con le pareti del suo anfiteatro glaciale e, di fronte, si dispiegano immensi i piani di Pezza.
Sediamoci ora e contempliamo la bellezza, stupiamoci del nostro Abruzzo e connettiamoci con la realtà che ci circonda, con le emozioni più belle, i sentimenti più puri.
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