Cluviae, il mistero della città romana sepolta

10 Giugno 2019

A Casoli torna l’archeologo Adriano la Regina che insieme a Nicola Fiorentino studiò i resti di Piano Laroma 50 anni fa

CASOLI. Una città sepolta da scoprire e riscoprire. Cluviae, municipio romano edificato su un sito sannitico-carricino come la coeva e non distante Juvanum, è ancora un mistero che si nasconde sotto i rovi e le masserie di Piano Laroma tra Casoli e Palombaro, e che cinquant'anni fa venne censita e studiata da un giovane ispettore della sovrintendenza archeologica di Chieti, Adriano La Regina, informato e stimolato dal quasi coetaneo Nicola Fiorentino, giovane professore casolano, che da solo aveva fotografato e studiato i resti evidenti di romanità disseminati su un'area più grande delle antiche Isernia e Sulmona. Fiorentino scrisse un fondamentale articolo sulla rivista "Archeologia", La Regina approfondì e pubblicò altre ricerche, riscoprendo l'antico nome di Cluviae e intraprendendo poi una carriera prestigiosa tra università italiane e sovrintendenza romana, di cui è stato responsabile per un trentennio.
Nei giorni scorsi, dopo cinquant'anni, è tornato a Casoli, ha rincontrato Fiorentino e ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco Massimo Tiberini. Ha rivisitato i resti romani della sua Cluviae a Piano Laroma con la guida dell'appassionata archeologa Marida De Menna, sentinella del sito con Danilo Giangiulio tramite l'associazione "Laroma antica", e ha illustrato con altri esperti lo stato di quel luogo, già ricordato da Tito Livio e poi da Tacito, divenuto municipio all'epoca di Cesare con il nome di "Cluviae Carricinorum", e poi inghiottito nel buco nero delle guerre gotiche successive al crollo dell'impero romano. Cluviae, secondo La Regina, «è una grande riserva di indagine archeologica ancora tutta da scoprire, un archivio da dissotterrare e studiare». Sicuramente più interessante di Juvanum nella vicina Montenerodomo, oggetto di campagne di scavi ad opera dell'università di Chieti, mentre Piano Laroma sconta una frequentazione abitativa che ne ha resa finora difficile ogni indagine duratura. Una vecchia masseria copre un pavimento a mosaico di probabili terme, riportate alla luce dalla De Menna ed altri appassionati, mentre l'"opus reticolum" è presente un po' dovunque nei muri a secco della contrada, e si intuisce la cavea del teatro, da scoprire e studiare. Così come da riscoprire è il personaggio pubblico più prestigioso proveniente da Cluviae, Gaio Elvidio Prisco, che a Roma lottò strenuamente per le virtù repubblicane contro l'impero "totalitario" dei regimi di Nerone e Vespasiano, da quest'ultimo messo a morte. Così famoso il suo nome, che il federalista James Madison, uno degli estensori della costituzione statunitense e quarto presidente americano, firmava alcuni articolo politici con lo pseudonimo di "Helvidius". L'intervento di La Regina, una breve semplice e toccante lectio magistralis, ha dato modo a Rosanna Tuteri della sovrintendenza teatina di auspicare della trasformazione di Cluviae a Piano Laroma in un vero e proprio parco archeologico, che parta da una premessa di carattere culturale e poi amministrativo: vincolo di tutela.
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