TEATRO

Colangeli: «Ratzinger è sorprendente, mi piace interpretarlo» 

L’attore e Rigillo riprendono la tournée con “I due Papi”, in scena oggi e domani al Circus di Pescara

PESCARA. Ratzinger «sarà anche stato un Papa della tradizione, ma poi con le dimissioni ha fatto la cosa più nuova da 700 anni a questa parte». Lo dice Giorgio Colangeli, che dal teatro Ciak di Roma, ha ripreso la tournée con “I due Papi”, adattamento italiano, diretto da Giancarlo Nicoletti, della piece di Anthony McCarten, già trasformata anche in un film per Netflix di Fernando Meirelles con Anthony Hopkins e Jonathan Pryce. 

Colangeli presta il volto a Benedetto XVI, mentre a interpretare il cardinale e futuro pontefice Juan Mario Bergoglio c’è Mariano Rigillo. Dopo Roma, lo spettacolo fa tappa anche al teatro Circus di Pescara oggi, martedì 16, ore 21, e domani (ore 17) in cartellone per la stagione di prosa della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara”.

«Tra i due Papi quello che sorprende di più è proprio Ratzinger. È anche un personaggio che vive un’evoluzione, perché sa cambiare idea nonostante le sue ferme convinzioni», aggiunge l’attore. «A me piacciono i personaggi che sotto la buccia sono un po’ diversi da quanto ci si aspetti. All’inizio contavo di fare Bergoglio, che sentivo più congeniale. Ma poi ho letto il testo e tra i due Benedetto XVI è il personaggio più complesso e affascinante. Recitarlo mi ha avvicinato a questa figura, perché anch’io come tanti l’avevo giudicato in modo affrettato e un po’ superficiale. Ho letto anche uno dei suoi libri e devo dire che con il suo modo di pensare mi ha affascinato ulteriormente. È un grand’uomo, un grande filosofo, teorico, ma la rappresentazione mediatica che ci impone di pensare che se non appari felice non esisti, non ce l’ha fatto conoscere nel suo autentico valore». 

Colangeli ama molto anche il rapporto che si è creato con Mariano Rigillo: «Siamo diversi, ma funzioniamo bene insieme sia in scena che nella vita. Mariano è un gran signore del teatro, e non solo, ho un grande rispetto e una grande ammirazione per lui. Non ha nessuna rigidità, continua sempre a mettersi in gioco».

L’attore è stato anche fra gli interpreti del fenomeno C’è ancora domani di Paola Cortellesi (finora quasi 35 milioni di euro al botteghino), nel ruolo del suocero, ignorante e maschilista, della protagonista. «Con questo film c’è stato il gusto di tornare a vedere un film in sala, è tornata l’importanza del passaparola. Io sono felicissimo e fiero di averne fatto parte. Con Paola non avevamo mai lavorato insieme, ed è stata una sorpresa graditissima trovarla anche una straordinaria autrice. È una donna intelligente, sensibile, determinata, attenta».