“Come 'na vodde” pranzo della Panarda col cabaret di Nduccio
ATRI. La Panarda è una tradizione gastronomica abruzzese presente già dalla fine del 1600. Decine di portate venivano preparate in onore degli ospiti, i quali non potevano rifiutare di gustare...
ATRI. La Panarda è una tradizione gastronomica abruzzese presente già dalla fine del 1600. Decine di portate venivano preparate in onore degli ospiti, i quali non potevano rifiutare di gustare nessuna delle abbondanti e gustose pietanze, pena l'irrimediabile grave offesa del padrone di casa. Tra le pietanze d'obbligo non potevano mancare il lesso, i brodi e le zuppe, così come arrosti vari, per lo più di agnello e la classica pecora a "lu cutture", l'agnello "cace e ova", "pizz'e foje", formaggi in genere, le pizzelle, mentre in zone litorali si integrava il menù con pesce, frutta e verdure. La panarda era lunghissima, dura per non meno di 5/6 ore, e spesso veniva abbinata a veglie di preghiera, soprattutto nel periodo delle celebrazioni in onore di Sant'Antonio Abate. Oggi ad Atri in collaborazione con il Ristorante La Sorgente dei Sapori, il cuoco ed organizzatore Francesco Proietto ha pensato bene di rilanciare Le Panarde in un clima di allegria e di cultura popolare. La conduzione della cronaca del pranzo , è affidata al cabarettista Nduccio, che oltre ad intrattenere il pubblico con la sua satira, provocherà ad ogni portata cuochi e inservienti, con domande sulla preparazione delle pietanze ed i poteri "taumaturgici" degli ingredienti usati. Il titolo dell'incontro è "Come 'na vodde - Dalla Panarde alla Merla"), menu: ove a minestre, verza con pane, scrippillitte, cipollata, zuppa di cicerchia, fracchiata, granetti con le fave, patillucce, pasta allo sparone, mugnaia, tajuline e pemmadore a pezzitte, virtù, cace e ove, ciffe e ciaffe, ndocca ndocche, agnelle, papere e trippe.