Come un romanzo la storia dell’olio in Abruzzo

Oggi a Pianella la presentazione del libro “Intorno ai trappeti e loro influenza sulla pubblica salute”
In un momento storico in cui la produzione abruzzese dell’olio di oliva si qualifica sempre di più sul mercato internazionale, la pubblicazione di un datato studio sui trappeti (frantoi) e sull’olio abruzzese rappresenta un fatto di particolare interesse. Una lettura più che utile dunque quella del libro "Intorno ai trappeti e loro influenza sulla pubblica salute" di Camillo dei baroni de Felici, appena dato alle stampe da Artemia Editrice per la cura di Loris Di Giovanni ed Elso Simone Serpentini, che verrà presentato oggi a alle 18, al secondo piano del Palazzo della Cultura “Mira Cancelli” a Pianella, nell’ambito della manifestazione “Borgo Divino”, insieme alla relativa mostra documentaria al Museo dell’artigianato ceramico abruzzese, in cui saranno esposti il manoscritto sui trappeti; un manoscritto sul miele; la lettera a Garibaldi con cui viene annunciato per Natale l’arrivo delle olive nere e verdi di Pianella; una copia settecentesca dell’elenco dei privilegi, tra i quali quelli sull’olio, concesso dal Contestabile Alessandro Sforza nel 1463 all’Università di Pianella; un manoscritto di Enrico Sappia de Simone, ex cospiratore e agente segreto di Mazzini, ospite dei de Felici a Pianella, sul metodo di vinificazione nel Monferrato del vino fine dolce; una lettera indirizzata a Camillo de Felici sulla qualità dell’olio di Pianella; e, da ultimo, una rarissima edizione su Luigi de Felici, fratello di Camillo.
La storia inizia nel 1847 quando l'Intendente del Primo Abruzzo Ultra affidò al barone Camillo de Felici l’incarico di effettuare uno studio sui trappeti abruzzesi, per verificare se essi fossero corrispondenti alle prescrizioni sanitarie fissate da un decreto del Supremo Magistrato di Salute del 1818. Il barone de Felici, compresa l’importanza dell’incarico, si mise prontamente all’opera, dedicandosi ad un’analisi approfondita della situazione, per fornire le spiegazioni richieste e illustrare come l’amministrazione pubblica potesse far fronte alle diverse esigenze, di tutelare la salute pubblica e al tempo stesso l’interesse dei proprietari degli oliveti. Non si sa se lo studio, oggi disponibile in queste pagine, fosse dato realmente alle stampe, fatto sta che è stato di recente ritrovato, manoscritto, in un archivio privato dal collezionista Corrado Anelli. Nell'originale, si tratta di 39 facciate in grafia piccola e minuta, con numerose cancellature, rifacimenti e ripensamenti.
Il valore scientifico dell’opera è notevole ed emerge dalla ricerca condotta da Di Giovanni e Serpentini nella pubblicazione trascritta e annotata. Le argomentazioni del barone de Felici, accurate ed esaurienti, tratteggiano le principali differenze tra le diverse tipologie di trappeto, compresa quella "alla Abruzzese". Una scoperta stupefacente che getta nuova luce sulla produzione di olio nell’Abruzzo teramano in un periodo storico nel quale rappresentava, stando ai documenti, “la principale rendita”, la più importante attività imprenditoriale e commerciale.
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