Conticini conduttore: «Nei miei panni mi diverto tantissimo»

3 Ottobre 2021

L’attore debutta alla guida di “Cash or crash – Chi offre di più?” dedicato agli appassionati di oggetti incredibili e curiosi  

ROMA. «Nei panni di Conticini? È più facile e mi diverto tantissimo». Va controcorrente Paolo Conticini. Il sorriso luminoso dell’inguaribile ottimista («per me il bicchiere è sempre mezzo pieno», dice), l’animo romantico dell’uomo che da 30 anni ama la stessa donna (sua moglie Giada Parra), attore di tanta fiction, teatro e cinema, dopo le esperienze come «padrone di casa» ai David di Donatello e allo Zecchino d'oro, per la prima volta debutta come conduttore di un game show.
L’occasione è “Cash or trash - Chi offre di più?”, format già di successo in Germania, Francia e UK ora sul Nove, da domani 4 ottobre ogni giorno alle 19.15 (e in anteprima di Discovery+). E forse, a sorpresa per un attore, confessa che, sì, «a restare nei miei panni, sono stato benissimo». Dedicato al mondo degli appassionati di oggetti incredibili e curiosi e prodotto da Blu Yazmine per Discovery Italia, “Cash or trash” è il programma dove tutto può essere venduto e comprato. Al centro di ogni puntata un'asta al rialzo in cui 5 veri mercanti ed esperti d'arte – Roberta Tagliavini, Giano Del Bufalo, Gino Bosa, Ada Egidio e Stefano D’Onghia – si contendono “tesori” proposti da persone comuni in cerca di affari. A Conticini il compito di moderare l’asta, cercando di gestire le personalità dei cinque contendenti e allo stesso tempo di far spuntare il prezzo desiderato al concorrente di turno e fargli fare un buon affare. Momento clou, quando i mercanti, ignari della valutazione, possono attuare strategie, piccoli bluff e colpi di scena per accaparrarsi l’articolo.
«Li ho visti farsi la guerra pur di spuntarla», racconta divertito Conticini. «Il pubblico credo si appassionerà anche perché tutti noi in casa abbiamo un oggetto, un quadro, magari un libro ereditato o dimenticato in soffitta del quale da sempre ci chiediamo quanto potremmo ricavarne. Io? Ammetto di essere un accumulatore seriale. Non so proprio buttare nulla. Io fingo di non accorgermene, ma per fortuna ogni tanto passa mia moglie e fa sparire tutto. Un valore enorme», prosegue, «per me lo hanno i ricordi del mio lavoro. Conservo copioni, costumi, magari una maglietta o un guanto indossati per un personaggio».
In programma per ora ci sono già 30 puntate, ma potrebbe essere davvero l’inizio di una carriera come conduttore tv? «Mai dire mai. Il progetto è carino e lo considero un investimento», risponde lui, che nel frattempo, tra ottobre e novembre, sarà anche su Rai1 con alessandro gassman nella fiction diretta da Alessandro D'Alatri “Un professore”, in cui interpreta «un ex di Claudia Pandolfi». Soprattutto c’è il teatro con la tournée de “La prima volta”, spettacolo tratto dalla sua autobiografia “Ho amato tutto” (Edizioni Pacini). «L’idea», racconta l’attore, «mi è venuta il 9 gennaio 2019: ero nella palestra di un albergo e l’indomani avrei compiuto 50 anni. Mi sono guardato allo specchio e ho ripercorso ciò che avevo conquistato fino a quel momento. Beh, ero contento, soddisfatto, pronto a ripartire di nuovo. Così, complice poi anche il lockdown, ho messo insieme un po’ di aneddoti scritti negli anni e ho immaginato di andare sulla tomba di mio nonno Alvaro, che ho amato tanto, e raccontargli tutto quello che non aveva potuto vedere della mia vita. In particolare, tutte le mie prime volte che ora racconto in scena, tra le canzoni dell’epoca. C’è la prima volta che ho toccato le gambe a una donna, il primo bacio, la prima volta che mi sono sentito importante, la prima volta che ho capito di essere veramente felice. Anche la prima volta che sono inciampato nella vita, trovando però la spinta a fare sempre meglio». E nelle tante prime volte c'è anche Giada, sua moglie. «Il segreto di un rapporto che dura? Devi scegliere una persona con cui ti piace condividere il tempo, perché la convivenza è un’arte. Quando è partito il lockdown», confessa, «ero spaventatissimo. Dopo tanti anni sempre in giro per lavoro, ci saremmo ritrovati h24 insieme, chiusi fra quattro mura. Già vedevo la catastrofe all'orizzonte. Invece«, sorride, «è stata una grande opportunità per avvicinarci ancora di più, senza troppe distrazioni. E a 50 anni suonati, questa è la cosa più importante della vita».