Cremonini ai fan: godetevi la vita e non riununciate alla libertà

16 Novembre 2015

MILANO. «Ciao ragazzi. Ciao ragazze. Ciao a tutti. Buongiorno a questo mondo e a questa Italia e a questa Milano che mi ha accolto e ascoltato in due giorni indimenticabili che non vorrei dimenticare....

MILANO. «Ciao ragazzi. Ciao ragazze. Ciao a tutti. Buongiorno a questo mondo e a questa Italia e a questa Milano che mi ha accolto e ascoltato in due giorni indimenticabili che non vorrei dimenticare. Li avrei voluto diversi, meno difficili. Ma ora vanno accettati, scelti persino, e portati via con me ovunque andrò».

Lo scrive Cesare Cremonini su Facebook dopo il concerto al Forum di Assago durante il quale il palco si è illuminato con i colori della bandiera francese in sgno di partecipazione al lutto per gli attentati di venerdì scorso. «Salire sul palco», aggiunge il cantante bolognese, «per me è sempre stato un enorme, devastante piacere. Il motivo non sono le solite stupidaggini della retorica sociopatica, cioè i soldi, la fama, le donne, il successo. Il palco è il massimo perché è libero. La libertà che permette è protetta e consentita. Richiesta. Necessaria. Essere uno showman, un intrattenitore, un cantante che scrive le canzoni ma che le vive fisicamente anche sul palco, con una passione senza confini, che non finirà mai, è una fortuna». «Non sono mai andato a ripetizioni di ego. È la libertà, solo la libertà. La sensazione di avere tra le mani tutto. Questo fa succedere quello che avete visto ieri e ieri l’altro e in tutti i concerti più belli della Vostra vita. È stata una conquista. È adesso più che mai che va difesa. Praticandola. Andate con lo stesso sorriso di prima ai concerti, ascoltate la musica, riempite i teatri, i cinema, le biblioteche, le università, gli stadi, le piazze, i bar e le strade, le discoteche e i ristoranti e i negozi e i centri sociali e le spiagge e i prati e le montagne e le terrazze e salite sugli aerei, sulle navi e sui treni e sognate liberamente. Tutto questo non è altro che libertà se messa al servizio del cuore».

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