Cristina Comencini: “Tornare” al passato con la Mezzogiorno

ROMA. “Tornare”, in questo caso, sta per tornare indietro nel tempo verso gli anni dell'infanzia e della giovinezza. Così, non a caso, la protagonista dell'ultimo film di Cristina Comencini, oltre ad...
ROMA. “Tornare”, in questo caso, sta per tornare indietro nel tempo verso gli anni dell'infanzia e della giovinezza. Così, non a caso, la protagonista dell'ultimo film di Cristina Comencini, oltre ad essere interpretato da Giovanna Mezzogiorno nei panni di Alice, ha come interpreti altre due attrici: Beatrice Grannó (Alice ragazza) e Clelia Rossi Marcelli (Alice a dieci anni).
Insomma in questa Napoli anni Novanta dove approda la cinquantenne Alice rientrata dall'America si viaggia nel tempo ed è il tempo il vero protagonista («Noi non facciamo altro che raccontare il tempo dentro di lei»).
Motivo del suo ritorno in Italia - come si vede in “Tornare”, film di chiusura di questa 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma, presentato ieri alla rassegna e in sala con Vision - è la morte del padre, ufficiale di marina americano di stanza a Napoli.
Alice si ritrova nella casa di famiglia, disabitata: con la sorella (Barbara Ronchi) e scopre, poco a poco, che la casa è abitata da una ragazza giovane e bellissima (Grannò) se stessa da giovane. Con lei inizia un dialogo con il suo stesso passato e inizia anche il legame con Marc (Vincenzo Amato), uomo gentile incontrato alla commemorazione del padre. Per Alice che, come in un lungo Amarcord, rivede se stessa anche da bambina, lentamente monta il ricordo confuso di una violenza da lei subita nella sua infanzia, una violenza che ha lasciato dentro di lei tanto dolore.
«Con Alice ho messo in scena una memoria disordinata non lineare. Questo è il mio film più libero, alcuni lo ameranno altri no», ha detto la regista ieri all'Auditorium di Roma. La protagonista si apre a un mondo nuovo, intrigante e pericoloso in cui si intravedono squarci sul suo passato e la sua esistenza».
Ma la regista non ci sta quando gli si chiede come mai nel suo film ci sono solo uomini cattivi. «Finalmente questo è un film di donne in cui si raccontano le donne», dice con forza. «Nei western preparano solo piatti di fagioli».
La Mezzogiorno che torna a lavorare con la Comencini 14 anni dopo “La bestia nel cuore”, si è detta onorata: «Ho trovato “Tornare” un film intenso e poi è stato bello ritrovare nella mia vita Cristina dopo che entrambe abbiamo attraversato tante cose che ci hanno da una parte fortificato e, dall'altra, indebolito. È un film», ha aggiunto l'attrice, «che può toccare tutti e a tutti forse piacerebbe entrare in contatto con la propria adolescenza. Mi ricordo che ero piuttosto odiosa, oggi ho due figli maschi e sono un pò preoccupata per quello che sta succedendo nel mondo tra uomini e donne».
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