Cruciani: «Non sono un guru. Difendo la libertà, anche scomoda. La destra? Deluso sulle tasse»

Il giornalista della “Zanzara” stasera all’Aquila per presentare il suo ultimo lavoro. Al “Centro” il suo personale alfabeto: politica, linguaggi, vizi e anche provocazioni
L’AQUILA. Dalla “A” di antifascismo alla “Z” della Zanzara, passando per Berlusconi, Meloni, Vannacci, Gaza, sesso, libertà e politicamente corretto. Il giornalista Giuseppe Cruciani arriva oggi all’Aquila, piazza del Teatro (ore 21), per presentare il suo ultimo libro “Libertà. Tutto Cruciani dalla A alla Z”" e si sottopone a un gioco al contrario: è lui l'intervistato, e le domande seguono – come nel suo libro - l’alfabeto. Risposte secche, come richiesto. E parecchie provocazioni. La sua tesi è chiara: la libertà di espressione viene prima della prudenza, anche quando il linguaggio è ruvido, scomodo o volutamente scorretto. E la Zanzara, dice, non vuole educare attraverso ciò che sostiene, ma attraverso la possibilità di ascoltare tutto. «Non devono prendermi come un guru o un predicatore – spiega –. Non devono essere necessariamente d’accordo con quello che dico. Spero però che da questo calderone esca un insegnamento: la libertà di espressione al più alto livello». Anche per i ragazzi che lo seguono.
Cominciamo. “A” come Antifascismo: valore ancora attuale o arma per evitare di parlare d'altro?
«Arma per evitare di parlare d'altro. Questo è scontato».
“B”, per Berlusconi: genio politico, grande comunicatore o occasione perduta?
«Occasione perduta».
“C” sta per Conservatore. Sei ancora liberale?
«Sono liberale».
“D” come destra. Dove ti ha deluso la destra al governo?
«Non pago meno tasse. Sono rimaste uguali».
“E” per ego. Quanto conta nella tua idea di libertà?
«Poco, quasi nulla».
“F” come Frankenstein. Se potessi costruire il politico ideale, quali caratteristiche prenderesti dai politici di oggi?
«La determinazione di Meloni, qualche idea di Calenda, il carisma di Vannacci e il modo di esprimersi di Renzi, pensa te!».
“G” come Gaza. L'Italia dovrebbe schierarsi?
«No».
“H”, in inglese “Hate”, odio. Quanto c'è di vero e quanto di gioco nella provocazione della Zanzara?
«L'odio esiste. Esiste il diritto a odiare e c'è anche un'Italia dell'odio che noi ogni tanto rappresentiamo. Non solo quello, ma ogni tanto lo facciamo emergere».
“I” come ideologia. Quella di oggi ti fa paura?
«Secondo me oggi c'è poca ideologia».
“L” è libertà. Vuoi essere libero o vuoi dimostrare agli altri che non lo sono?
«Voglio essere libero. Non voglio dimostrare niente a nessuno».
“M” per migliore. C'è un politico che consideri migliore degli altri?
«La categoria del migliore e del peggiore non mi appartiene».
Neanche uno che ti piace più degli altri?
«No. Ci sono quelli con cui non sono d'accordo. Tutti pensano che Draghi e Monti siano i migliori, io non ho questa idea».
“N” sta per noia. Il politico più noioso?
«La Schlein è noiosa. È scontata, non c'è mai un guizzo».
“O” come oggi. Se si votasse oggi, esprimersi una preferenza o scheda bianca?
«Scheda bianca mai».
“P”, ovviamente per politicamente corretto. Ha vinto ovunque tranne alla Zanzara?
«Ha vinto ovunque, ma comincia a regredire. E anche la Zanzara rischia di diventare politicamente corretta. Il rischio è che tutto diventi Zanzara e quindi tutto diventi noioso».
Perché la Zanzara ha resistito?
«Abbiamo fatto della scorrettezza, della provocazione e di un linguaggio popolare la nostra bandiera. Alla fine tutti si sono accorti che è meglio essere spontanei piuttosto che repressi».
“Q” come qualcuno. Il politico che non sopporti ascoltare?
«Quasi tutti».
“R” come religione. femminismo, animalismo, veganismo: battaglie giuste o nuove religioni?
«Spesso si sono trasformate in nuove religioni. Partono magari da principi giusti o da battaglie nobili, ma poi diventano macchiette, fondamentalismi e in alcuni casi barzellette».
“S”, ovviamente per sesso. Quanto del Cruciani pubblico assomiglia a quello privato?
«Quasi tutto».
“T” come terrapiattisti, nostalgici del duce, wokisti: alla Zanzara tutti hanno diritto di parola. Hai mai censurato qualcuno?
«Censurare cosa vuol dire? Quando a sensazione qualcuno va oltre, lo butto giù. Non ci sono criteri precisi. Se ci sono cose troppo esplicite o che possono crearci qualche guaio, interveniamo. La bestemmia, per noi, è off limits».
E sul resto?
«Qualche volta interveniamo quando ci sembra troppo. Ma davanti a certe minacce o a posizioni estremiste posso anche far continuare una persona, perché voglio descrivere quell'estremismo. Poi so il rischio: che accusino te di essere complice di ciò che dice un altro. Noi semplicemente fotografiamo certe idee».
“V” come vizi. Qual è quello che non rinunceresti mai a difendere?
«Difendo tutti i vizi, finché non arrecano danno agli altri».
“Z” non può che essere Zanzara. Se domani finisse il programma, cosa farebbe Giuseppe Cruciani?
«Morta una Zanzara se ne fa un'altra, come per i papi. Se muore la Zanzara, si farà un programma con un altro nome».
La trasmissione, ammette, esaspera alcuni tratti: «La polemica, l'invettiva, l'incazzatura, il libertinismo e anche una parte della volgarità. In radio tutto questo viene esasperato perché ti trovi continuamente a confrontarti con qualcuno. Ma sono io lì e sono io dall'altra parte».
C'è qualcosa che non avresti dovuto dire?
«Tante volte. Per questo non guardo mai indietro. Mi capita di pensare che avrei dovuto fare questo, fermarmi prima, usare meno parolacce. Ma non vale la pena fare questo ragionamento. Mi pento di tutto e non mi pento di niente».
Poi ci sono i ragazzi, molti dei quali lo seguono. Non teme che il suo linguaggio possa influenzarli?
«Penso invece di educare alla libertà di espressione, anche quella più ruvida. Non voglio imporre un modo di parlare e non devono prendermi come un guru. Non devono essere necessariamente d'accordo con me. Spero che da questo calderone esca un insegnamento: la libertà di espressione al più alto livello».
E sulla legalizzazione?
«Lo Stato non ha il coraggio di affrontare pragmaticamente la prostituzione perché la considera un'attività poco etica. A me lo Stato etico non piace. Sulla droga leggera penso invece che vada legalizzata».
Infine, il consiglio a un ventenne per non farsi condizionare da politica, media e moralisti: «Deve costruirsi il proprio palinsesto, anche grazie ai social. Oggi hai tutte le possibilità per non farti fregare. I social sono fondamentali, non sono assolutamente un pericolo».
Una candidatura politica?
«No, mai».
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