D’Alonzo presenta “Bros’ Cafè”, romanzo dai mille colpi di scena

LANCIaNO. Se dovesse individuarsi un binomio caratterizzante la produzione di Rolando D’Alonzo, scrittore di Lanciano e sceneggiatore a lungo vissuto a Roma e nel Nord Europa, si dovrebbe ricorrere...
LANCIaNO. Se dovesse individuarsi un binomio caratterizzante la produzione di Rolando D’Alonzo, scrittore di Lanciano e sceneggiatore a lungo vissuto a Roma e nel Nord Europa, si dovrebbe ricorrere alle parole “interrogazione sull’uomo” e “filosofia” quale strumento di analisi.
Questa ricerca del sapere sull’umana essenza rende ricca la sua prosa e la sua poesia in quanto istanza cognitiva viva, ininterrotta, indomabile. E poi ci sono il talento del narratore di razza nel prediligere trame solide; e quello dello sceneggiatore nel conferire fluidità alla pagina, spesso attraversata da bei dialoghi. Coniugare elevatezza, trama e chiarezza non è da tutti. Così è facile spendere nuove parole di lode per questo romanzo intitolato “Bros’ Cafè” appena distribuito da Europa Edizioni (2021, p. 473, € 17,90) che innanzitutto colloca il racconto in Paesi stranieri e in anni (Settanta, come spiega nella nota finale) della giovinezza dell’Autore, che si fanno inseguire come fonte di ispirazione; e che poi rapiscono il lettore in una trama ricca di accadimenti. A metà degli anni ’70 il protagonista Fabrizio, alter ego dell’autore lavora in Rai a Roma e vorrebbe realizzare un programma televisivo che non trova appoggio nella dirigenza, proponendo aspetti inediti degli accadimenti nelle ex colonie italiane in Africa negli anni Trenta.
A collegarlo a questo mondo riemerge un amore di gioventù, Clelia, attiva nella cooperazione internazionale proprio in quelle ex colonie. Fabrizio va dunque in Eritrea dove è vissuto il padre da poco morto, anche perché è certo di avere un fratello laggiù nato da una relazione del genitore con una donna eritrea. Ma nel Corno d’Africa si ritroverà in mezzo a una sanguinosa guerra in cui rischierà la vita, insieme con Clelia. Ritroverà il fratello e prenderà atto di quanto diverse, separate dal destino, siano state le loro esistenze e del particolarissimo, rischioso percorso che il fratello sta seguendo; con continui accadimenti e sviluppi del racconto che si lascia al lettore di seguire, sino al particolare finale. Con una avvertenza: Rolando D’Alonzo è un profondo conoscitore di Paesi stranieri, tra i quali quelli dove ha ambientato “Bros’ Cafè” solidamente innervando in essi una fiction le cui pagine si prestano a essere lette anche come un raro contributo storico sulle vicende coloniali italiane in Africa e sugli sviluppi che ne sono scaturiti. Di “Bros’ Cafè” parlerà con l’Autore, questa sera alle ore 21 a San Vito (Teatro all’aperto Due Pini, circonvallazione orientale, 25) lo scrittore e delegato alla Cultura del Comune Sandro De Nobile.