Da Casale San Nicola al Corno Grande

Il cammino in salita con squarci stupendi sulle rocce
Il massiccio del Gran Sasso è davvero immenso e non solo in bellezza. Lo è anche in grandezza, tanto che i suoi itinerari sembrano non finire mai. Oggi si parte da Casale San Nicola frazione del comune di Isola del Gran Sasso d'Italia (in provincia di Teramo) per percorre un anello ai piedi del cosiddetto “paretone” ossia il Corno Grande nella sua parte orientale.
Dalla Piazza di Casale San Nicola con la sua bella cascata, sulla sinistra parte un sentiero, il 200A che sale con decisione verso la Chiesetta di San Nicola, la nostra prima meta. Il sentiero è ricco di acqua e di vegetazione lussureggiante, si incontra una fonte, poi si lascia a sinistra il Sentiero Italia che scavalca una passerella metallica, e poco dopo si arriva all’antica chiesetta (1.096m). Si sente forte il fragore di una cascata che si può raggiungere con una piccola deviazione: è quella del Fosso del Gravone la cui acqua arriva sino in paese. L’itinerario prosegue dietro l’Eremo dove bisogna farsi strada tra erba, felci e fioriture particolari. Il cammino è sempre in salita e all’ombra con squarci stupendi sulle rocce possenti del Corno Grande.
A quota 1300 m circa si incrocia a sinistra il Sentiero Geologico per il Vallone dell'Inferno e Monte Aquila che tralasciamo e proseguiamo per arrivare, intorno ai 1500 metri, in un bellissimo anfiteatro che vale tutta l’escursione. Ci fanno da preziosa cornice il Corno Grande, tutta la cresta dell’Ara Pietra, singolari formazioni rocciose e “fossi” nei quali scorre acqua limpidissima. Camminiamo sempre in salita tra l’erba alta che spesso nasconde i segnali bianchi rossi e dopo alcuni tornanti arriviamo, prima ad un fontanile e poi ad uno stretto terrazzo naturale, circondato dalla faggeta, dove sorge il rifugio San Nicola (1668 m) in pessime condizioni.
Da qui la vista del “paretone” è fantastica e le sorprese non sono finite. Poco dopo il rifugio, il sentiero si divide: uno sale verso l’Ara Pietra, dunque a nord, l’altro si dirige ad est, a mezza costa ed è sempre il 200A sul quale proseguiamo quasi in piano. Si tratta di un lungo traverso che solca prati verdissimi, si avvicina a grotte rocciose, scavalca massi e anfratti e ci porta verso la Cima Alta. Dopo circa 5,5 km, infatti, incrociamo il sentiero che viene dal cosiddetto Albergo Diruto e scendiamo a raggiungere la spianata verde, planando come fossimo su un deltaplano e atterriamo su un vero e proprio balcone che guarda dove tramonta il sole: la Cima Alta con il suo enorme crocifisso. Da qui per tornare al punto di partenza andremo a compiere un anello, portandoci in basso verso ovest su un vecchio sentiero (carrareccia) che sbuca su un casolare molto grande anch’esso abbandonato. Si trova su un immenso stazzo con bel fontanile dove incontriamo bovini: la sua posizione è talmente straordinaria da pensare di comprarlo per passarci del bel tempo.
Con un po’ d’attenzione si continua nel bosco dove non mancano i segnali bianco rossi, fin quando a quota 1.370 metri circa non rincrociamo il sentiero dell’andata che passa di nuovo per la Chiesetta e poi giù fino al paese. Per il “terzo tempo” all’ombra del Corno Grande, dopo 12 km magnifici.
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