Da Lumiére a Oz torna in sala il “Cinema ritrovato”

3 Ottobre 2016

TERAMO. Le prime gemme dei fratelli Lumière e film maledetti come “Freaks” e “La morte corre sul fiume”, lo scintillio del “Mago di Oz” e il genio di Chaplin e Keaton, la bellezza senza tempo di...

TERAMO. Le prime gemme dei fratelli Lumière e film maledetti come “Freaks” e “La morte corre sul fiume”, lo scintillio del “Mago di Oz” e il genio di Chaplin e Keaton, la bellezza senza tempo di Brigitte Bardot, la poesia di Kurosawa, la nouvelle vague praghese del giovane Milos Forman. Con la quarta annata de “Il cinema ritrovato” la Cineteca di Bologna mette in distribuzione capolavori del cinema restaurati nel proprio laboratorio L'Immagine Ritrovata, eccellenza ammirata nel mondo.

Alla nascita del cinematografo è dedicata la prima uscita della stagione 2016-17 de “Il cinema ritrovato” con la distribuzione da oggi di “Lumière! La scoperta del cinema”, film di montaggio di Thiérry Frémaux (direttore del Festival di Cannes e dell'Institut Lumière di Lione) che mette insieme 114 film realizzati tra il 1895 e il 1905 da Auguste e Louis Lumière e dai loro operatori, inviati in tutto il mondo.

Voce narrante Valerio Mastandrea, scorrono le immagini dei primi micro film dei fratelli di Lione, quelli noti (l'uscita dalle officine, l'arrivo del treno, l'innaffiatore innaffiato) e perle sconosciute, presentati nel restauro digitale 4K. Dal 24 ottobre l'istituzione bolognese mette in circolazione la versione restaurata di “Freaks”, capolavoro del 1932 di Tod Browning, pellicola perturbante che mette a confronto l'innocenza dei “mostri” con la malvagità degli esseri cosiddetti normali. Film maudit, prima voluto e poi ripudiato dalla Metro Goldwyn Mayer, “Freaks”, ambientato in un cupo circo in cui vengono crudelmente esibite creature deformi, è diventato un cult movie, citato da molti cineasti contemporanei: da David Lynch a Terry Gilliam, fino all'Edoardo De Angelis del recente “Indivisibili”, in cui le due ragazze protagoniste hanno gli stessi nomi, Viola e Daisy, delle gemelle siamesi del film di Browning. Altro capolavoro segreto, inquieto e notturno, è il racconto gotico “La morte corre sul fiume”, pellicola del 1955 di Charles Laughton, unica regia del grande attore, con Robert Mitchum nei panni di un assassino psicopatico travestito da predicatore che incombe come patrigno sui figli indifesi di una vedova (Shelley Winters). La vicenda è vista con gli occhi dei due bambini, dando così al film la tonalità di una favola nera, tra spavento e magia. Dal 7 novembre. Il gusto del meraviglioso esplode in “Il Mago di Oz”, fiaba in technicolor diretta nel 1939 da Victor Fleming e ora riproposta in 3D, com'era stata concepita. La Dorothy di Judy Garland e l'uomo di latta, lo spaventapasseri e il leone codardo tornano in viaggio verso il mondo di Oz, sulle note di “Over the Rainbow”, dal 12 dicembre. Dal 9 gennaio ecco insieme due classici arcinoti della storia del cinema, “Il monello” (1921) di Charlie Chaplin e “Sherlock jr” (1925) di Buster Keaton. Cinema nel cinema dal 6 febbraio con “Il disprezzo” di Jean-Luc Godard (1963), dall'omonimo romanzo di Moravia, con Brigitte Bardot e Michel Piccoli; il classico della nouvelle vague viene proposto nella versione director's cut, reintegrando i tagli imposti dal produttore Carlo Ponti.

Dal 13 marzo arriva la versione integrale di “Dersu Uzala” (1975) di Akira Kurosawa, Oscar per il miglior film straniero: ecloga purissima sull'armonia perduta tra uomo e natura, enunciata attraverso il viaggio nella taiga siberiana del piccolo cacciatore mongolo Dersu Uzala e dell'esploratore Arseniev.

Infine, dal 10 aprile, “Gli amori di una bionda” (1965), la commedia agrodolce di Milos Forman che aprì la stagione della nova vlna, la nouvelle vague praghese, e rivelò il talento del futuro autore di “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, “Hair”, “Amadeus”.

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