Da Pietro Ammicca a Mandrake i Cavalli di battaglia di Proietti

13 Gennaio 2017

MONTECATINI. «Oggi c'è poco da ridere, ma quel poco che c'è se lo 'pijamò noi. Altrimenti ci scordiamo pure come si fa». Così Gigi Proietti si alza dalla platea del Verdi di Montecatini e, per la...

MONTECATINI. «Oggi c'è poco da ridere, ma quel poco che c'è se lo 'pijamò noi. Altrimenti ci scordiamo pure come si fa».

Così Gigi Proietti si alza dalla platea del Verdi di Montecatini e, per la prima volta dopo 26 anni dallo storico Club '92, torna in tv da conduttore (anzi, «da conducente», come dice lui) e porta il teatro in prima serata, mattatore del sabato sera di Rai1 con il suo «Cavalli di battaglia». Tre serate, domani , il 21 e il 28 gennaio alle 20.40, tratte dallo spettacolo nato lo scorso anno per festeggiare i suoi primi 50 anni di carriera con il meglio del suo repertorio, cresciuto all'Auditorium Parco della Musica di Roma fino a 24 date da 3 mila posti sold out e ora, per la tv, arricchito con l'arrivo di ospiti come, nella prima puntata, Claudio Baglioni, Teo Teocoli, Claudia Gerini, Serena Dandini e Corrado Guzzanti con lo storico “Quel”, Rodolfo Laganà, Alessandro Siani, Nicola Piovani e Francesco Cicchella. Ognuno con un proprio cavallo di battaglia. «Una grande festa», spiega Proietti. «Non solo per lo show televisivo, ma proprio per la mia vita artistica».

In scena per quasi quattro ore, nonostante il febbrone alto, Proietti canta, balla, recita, intervista. Al centro del palco, un grande baule, come quello usato 40 anni fa in “A me gli occhi please”, «il mio vero cavallone di battaglia. Già al tempo», ricorda Proietti, «dicevo: “Qui ci sono i ricordi del mio futuro”».

Così, uno dopo l'altro, tira fuori Toto, l'antico romano che fa la «sauna», Pietro Ammicca l'affarologo, Armando Duvall de La signora delle Camelie, Nerone di Petrolini, la Tosca. «Forse nelle prossime puntate arriverà anche Mandrake di “Febbre da cavallo”».

E intanto, come a un concerto rock, il pubblico recita con lui, battuta dopo battuta a memoria, spellandosi le mani tra le risate. Poi, con Baglioni Proietti rispolvera “Me sò magnato il fegato” («La sua unica canzone in romano, scritta inizialmente per la Vitti e poi cantata da me»), con la Gerini intona “Personalità” di Caterina Valente, dalle vette di “New York New York” si scioglie in “O Sole mio”, mentre con Siani duella a suon di rime romane-napoletane, con Teocoli ritrova lo storico Caccamo e convince persino la Dandini e Guzzanti a riprendere il mitico Quelo di “Avanzi”. Al suo fianco, il 'filippinò Mario di Marco Mazzocca, le figlie Susanna e Carlotta Proietti, sue donne in tanti sketch, e l'orchestra dal vivo di 40 elementi.

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