Dacia Maraini ricorda l’amica Monica Vitti: «Un’intellettuale vera»

4 Febbraio 2022

L’attrice fu “Teresa” nel film tratto dal libro della scrittrice Poi i viaggi con Antonioni e la nostalgia dopo la malattia 

ROMA. Il lavoro insieme per il film Teresa la ladra, i viaggi fra i quali quello con Michelangelo Antonioni in Sicilia. Dacia Maraini conosceva bene Monica Vitti, morta mercoledì scorso a 90 anni. «Era un'amica cara», racconta la scrittrice, ricordando i giorni passati con lei. «Ci siamo trovate bene insieme. Quando ho pubblicato il libro Memorie di una ladra, scritto partendo da una mia inchiesta sulle carceri italiane, Monica Vitti lo ha letto e le è piaciuto. Era molto interessata alla storia e mi ha chiesto se poteva fare il film. Abbiamo lavorato insieme alla sceneggiatura di Teresa la ladra, io, lei, Age e Scarpelli. Monica Vitti è stata bravissima anche a interpretarlo, straordinaria. Lei non era una popolana, ma questa parte della ladra, ignorante, però simpatica, intelligente, l'ha fatta benissimo» racconta Maraini.
«Avevo conosciuto questa Teresa, parlato con lei per mesi e mesi prima di scrivere il libro. Mi ricordo che quando la Vitti mi ha chiesto di fare il film sono andata da Teresa che era analfabeta e le ho detto “c'è una notizia bellissima, c'è Monica Vitti che vuole fare un film sulla tua storia, sul libro che abbiamo scritto insieme” e Teresa mi ha risposto: “Monaca chi?”. Non sapeva neanche chi fosse Monica, pensava fosse una monaca. Però era molto simpatica. Abbiamo diviso a metà con Teresa i soldi che ci sono stati dati come acquisto del libro e lei dopo due giorni li aveva già spesi. Diceva: sai una ladra non può tenere soldi in mano. Deve bruciarli. Era una sua idea stranissima», ricorda la scrittrice Premio Strega e Premio Campiello. «Non mi ricordo mai le date. Penso che con Monica ci siamo conosciute negli Anni Sessanta. Prima di fare il film abbiamo fatto un viaggio insieme ad Antonioni in Sicilia e una vacanza con un amico comune, il musicologo Francesco Agnello. La Vitti era molto popolare, ma non amava molto la popolarità anche se era in maniera positiva, non è che la insultassero. Ma non poteva camminare per strada che la fermavano. Un po’ si lamentava di questo, diceva “non posso camminare, non posso andare in tram, in autobus, in treno che mi fermano tutti”» racconta ancora Maraini. Però, «interessante è che non era soltanto un'attrice chiusa nella sua professione. Monica Vitti era una vera intellettuale, si interessava di tutto, leggeva, viaggiava, si interessava di arte, di letteratura. Era molto intelligente, colta, preparata, aveva una mente aperta. Questo la rendeva molto viva e molto partecipe. Era una donna impegnata nel senso ampio della parola» sottolinea.
Dacia Maraini era abituata a vederla, ma da molti anni non ha più potuto incontrarla. «Ad un certo punto è sparita. Si è cercato di vederla, ma non si poteva. Non c'è stato verso, non si poteva neppure parlare con lei. Chiusa, completamente chiusa. Non so fino a che punto fosse la sua volontà o quella di suo marito. Mi è dispiaciuto, ma rimangono i suoi film, poi la vita continua per fortuna. Lei è stata prolifica ha fatto dei film molto belli, ha scelto dei bravi registi. Ci lascia il suo lavoro, la sua capacità straordinaria di interpretare ruoli diversi, da una parte la intellettuale esistenzialista, sofisticata e nevrotica, nei film di Antonioni, e dall'altra la popolana, vivace, povera, ma piena di vita e di risorse che ha fatto appunto in alcuni film di Monicelli e in quello tratto dal mio libro, Teresa la ladra. Aveva questa capacità che hanno le grandi attrici di essere contemporaneamente in parti così lontane l'una dall'altra trovandosi veramente a proprio agio» spiega la Maraini, che è stata ritratta con la Vitti e Andy Warhol in una foto del 1973.
«Ho un ricordo molto preciso di quando sono andata a una festa a New York e appena sono entrata Andy Warhol era davanti a me e gli hanno detto “questa è una scrittrice italiana” e lui invece di darmi la mano ha fatto una fotografia con la Polaroid. Io sono rimasta un po’ stranita, ma lui faceva così con tutti. Aveva questa abitudine: quando incontrava una persona, lui gli scattava una fotografia» ricorda la Maraini.
La Vitti ha conosciuto anche «Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini, ma non è mai venuta in viaggio con noi», conclude la scrittrice.