Dai nomi al vigatese, arriva un Camilleri Index

A cura di Marci, docente e studioso dello scrittore: dei suoi cento volumi ne ha analizzati finora otto
PERUGIA. «Una follia». Così Giuseppe Marci, docente all'Università di Cagliari, forse lo studioso più attento di Andrea Camilleri, definisce il lavoro che sta realizzando: un Camilleri Index.
Dopo i Diari e i Seminari camilleriani, Marci sta analizzando l'opera dello scrittore siciliano redigendo un indice dei nomi, dei toponimi e delle «cose notevoli», riportando inoltre in italiano la spiegazione delle parole in vigatese. È stato annunciato al convegno “Le magie del contastorie”, un omaggio a Camilleri tributatogli dall’Università per Stranieri di Perugia. Marci negli ultimi tre anni dei cento volumi di Camilleri ne ha analizzati otto in ordine di pubblicazione, e l'Index che ne ha ricavato è pubblicato, gratuitamente, in rete al CamilleriIndex.
A Perugia alla «giornata di studi e di affetto», come l'ha definita il professor Giovanni Capecchi dello stesso Ateneo, uno degli organizzatori, sono giunti sei italianisti che si occupano della scrittura di Camilleri, sottolineando che «Montalbano (per limitarsi alla produzione giallista) accompagna gli italiani da venticinque anni». La manifestazione era stata organizzata per conferire allo scrittore una laurea honoris causa; la scomparsa ha spinto l'Università a organizzare un diverso incontro – al quale ha partecipato la famiglia – con tanto di filmati e racconti di aneddoti e di progetti realizzati o mancati (quelli ad esempio dell’attivissimo fan club che aveva pensato a una enciclopedia camilleriana e a un vocabolario, tra l'altro). Marci si è soffermato anche sui pregiudizi di una parte della critica: «Perché in Italia uno scrittore che fa ridere, non vale?», si è chiesto.
Sulla critica si è soffermato anche Marino Biondi dell'Università di Firenze, segnalando che «la critica ha trascurato un libro difficile da capire, “Il Re di Girgenti”», ma straordinario, un «romanzo sul sogno della rivoluzione».
Altri docenti delle università di Macerata e Roma Tre, hanno analizzato la produzione non montalbaniana; di Camilleri hanno parlato anche gli scrittori Simonetta Agnello Hornby e Carlo Lucarelli. Per Hornby, Camilleri è «l'uomo più colto e umano che conosca; il più grande scrittore siciliano del dopoguerra».
La Agnello Horby ha lanciato una idea, già «suggerita e accolta da una libreria: esporre tutti i Montalbano insieme e tutti gli altri romanzi insieme. Camilleri è spesso visto solo come il padre di Montalbano». Infine, un ricordo più intimo: «Andrea e Rosetta, sua moglie, per me sono stati la più bella coppia da un punto di vista umano e lavorativo che abbia mai incontrato. Rosetta è sempre stata la sua prima lettrice e critica, solo dopo il libro veniva consegnato all’editore. Un amore sublime».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.