Dal Jova beach party a Tommaso Paradiso, tutti vogliono Setak

Il cantautore pennese sul palco con i big attesi quest’estate. Il 16 luglio sarà allo stadio del Mare e il 12 agosto a Montesilvano
PESCARA. Tommaso Paradiso lo conosce già da tanti anni, da quando suonavano insieme nei localini di Roma, rivali di band nei concorsi; Jovanotti è rimasto colpito dai suoi brani tanto da cercarlo personalmente sui social e contattarlo per garantirsi la sua presenza sul palco. Accanto ai big della musica di questa estate in Abruzzo ci sarà anche Nicola “Setak” Pomponi, cantautore originario di Penne tra i più affermati e apprezzati del panorama contemporaneo in Italia (Assamanù è l’ultimo album, pubblicato nel 2024 e lanciato con il singolo omonimo, poi vincitore della Targa Tenco nel 2024 come miglior album in dialetto). «Voglio bene a Tommy, sì, sarò con lui sul palco», confida Setak al Centro prima di entrare nella sala commissioni del Comune e raccontarsi, dalle sue origini al cantante di oggi conosciuto per intrecciare folk, poesia e identità abruzzese in una musica che parla di memoria e appartenenza.
Davanti ai consiglieri comunali il cantautore affronta temi duri e attuali come il bullismo, la violenza e il disagio giovanile, dimostrando come l’arte possa diventare uno strumento concreto di sensibilizzazione sociale. Anche il suo nome d’arte racconta una storia. “Setak” deriva da un vecchio soprannome di famiglia, “Lu setacciar”, «che un tempo evocava imbarazzo e senso di inadeguatezza. Negli anni ’80 parlare in dialetto sembrava qualcosa che ti riportava indietro», ricorda. «C’era voglia di emanciparsi. Oggi invece mi piace l’idea di trasformare quelle radici in qualcosa di positivo». E proprio il dialetto è diventato il marchio emotivo delle sue canzoni, ponte tra passato e presente.
L’ESTATE DI SETAK – Il calendario di Setak è fitto: oggi a Bologna, poi Roma e naturalmente l’Abruzzo, con tappe già attesissime. Il 16 luglio Setak sarà allo Stadio del Mare dove accompagnerà Tommaso Paradiso con la sua chitarra, in un sodalizio artistico che va avanti da anni. Tra i due un’amicizia che dura quasi una vita, scritta e incisa anche nel brano “Ma come fanno i rapper ”. Lo stesso Paradiso, durante Sanremo, lo aveva definito «un cantante da scoprire. Non perché è un amico, ma perché crea arte da tutti i pori della pelle».
Setak è anche l’unico ospite presente in “Casa Paradiso”, l’album pubblicato dal cantautore romano nel novembre 2025: un incontro originale tra il pop elegante di Paradiso e il folk identitario del musicista abruzzese. Ma c’è di più. Il cantante pennese, da pochissimo diventato residente di Pescara, è stato chiamato anche da Lorenzo Cherubini per il suo Summer Party 2026 che farà tappa sulla spiaggia di Montesilvano il prossimo 12 agosto. «Mi ha scritto lui un messaggio su Instagram», racconta Setak parlando di Jovanotti, «aprirò il suo concerto. Mi ha detto che ha ascoltato i miei pezzi e stiamo lavorando per fare delle cose insieme».
I GIOVANI – Setak non usa la musica solo per guardare al passato e celebrare l’Abruzzo con il dialetto, ma anche per denunciare le piaghe del presente. «Lui è quel tipo di artista che può essere d’esempio nella nostra società, testimone di messaggi importanti per i giovani, come la lotta al bullismo, al disagio giovanile», dice il consigliere Simone D’Angelo che ha invitato il cantautore in Commissione Cultura per raccontare la genesi del concerto beneficenza “Mane a’tj’” dedicato al papà, scomparso da poco. È stata un’esperienza vissuta in un hospice della Asl di Pescara a spingere l’artista a organizzare un concerto di beneficenza al Teatro Massimo, mosso da un’umanità che lo ha fatto sentire «in famiglia»: «Siamo sempre così concentrati sulla qualità della vita, ma non pensiamo mai alla qualità della morte. E in un mondo ideale tutti dovrebbero avere e ricevere quella dignità e rispetto che ho visto».
«Sei un testimone di un’esperienza, testimone del bene che esiste. Credo che fare del bene non debba essere vissuto come un obbligo imposto, ma come una responsabilità morale e umana. E allora chi, più di un artista che hanno la possibilità di comunicare e coinvolgere gli altri, può contribuire a diffondere questo tipo di esperienza», aggiunge la consigliera Giuseppina D’Angelo. «Qui abbiamo vissuto una realtà crudele come quella dell’uccisione di Crox, una vicenda crudele che ha segnato in tanti e che dentro racchiude le storie di quei giovani e delle loro difficoltà», dice il consigliere Massimiliano Di Pillo, «questo per dire grazie per quello che hai fatto e per la capacità che hai di esprimerti». Ed è su questo tema che Setak ricorda la sua canzone “Quanda sj ‘fforte”, una riflessione intorno alla violenza. Quella contro cui Setak cerca di lanciare appelli e messaggi anche quando viene invitato a parlare con gli studenti nelle università e nelle scuole.
«Noto che c’è tanta solitudine a differenza di tanti anni fa, ora c’è anche la solitudine dei social». Una solitudine che si unisce a una competizione sociale estrema, dove i ragazzi sono ossessionati dai follower, dai soldi e dal consenso, perdendo il piacere di fare. «Ma l’impulso prima deve partire dai genitori», riflette la consigliera Valeria Toppetti, «siamo noi per primi che dobbiamo dare questo messaggio». Per Setak, la soluzione al disagio giovanile e alla violenza gratuita passa per l’educazione: «Sarebbe bello avere nelle scuole una materia chiamata “formazione emotiva”. Certe cose brutali succedono perché manca una stabilità affettiva; vedi persone che fanno una rissa e altri che riprendono con il telefono invece di intervenire».
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