Dal Medioevo alla scuola di oggi: ecco i racconti di vita di Aida Stoppa

TERAMO. Dal Medioevo della caccia alle streghe, spesso povere contadine innocenti, al mondo contemporaneo della scuola vividamente ritratto Saltano attraverso il tempo i ventisei irresistibili...
TERAMO. Dal Medioevo della caccia alle streghe, spesso povere contadine innocenti, al mondo contemporaneo della scuola vividamente ritratto Saltano attraverso il tempo i ventisei irresistibili racconti che compongono la più recente pubblicazione di Aida Stoppa “Questa strana vita, Racconti singolari di ieri e di oggi”, pubblicata da Duende (318 pagine, 18 euro), marchio editoriale di Galaad Edizioni.
La scrittrice teramana, autrice di molte pubblicazioni, spesso premiate, tra romanzi, saggi, raccolte di racconti, insignita qualche anno fa del titolo di Commendatore della Repubblica per meriti letterari e artistici, alla sua bella età (con civetteria non la rivela, ma va fiera di esser nata in un giorno rivoluzionario come il 14 luglio) continua a produrre godibilissime opere letterarie, scritte in un linguaggio scintillante, colto e ricchissimo che dona ironia (mai cattiveria) e ritmi indiavolati a trame narrative che convergono tutte verso un epilogo, come si conviene alla forma racconto, con sorpresa o scioglimento finale. Formazione fiorentina, a lungo insegnante di storia dell’arte nei licei classici e italiano e storia in altri istituti superiori, Aida Stoppa, figlia di quel Tommaso Bruno Stoppa che fu direttore del Corriere Abruzzese, dedica in “Questa strana vita” cinque esilaranti racconti al mondo della scuola, tratteggiando con arguzia un sapido ritratto di docenti e discenti, in cui ognuno può ritrovare momenti e personaggi della vita scolastica.
Sono brevi fulminanti storie di pura invenzione o, per la maggior parte, ispirate alla realtà, come i quattro racconti dedicati alla "vita molto speciale dei gatti". «Ho sempre considerato gli animali nostri fratelli» spiega Stoppa «Dei gatti, in particolare, amo la tenera ferinità, l’enigma, la capacità di categorizzare».
Ambientati in varie epoche, tra l’Abruzzo e il resto d’Italia, con una mimesi linguistica che permette all’autrice di riprodurre spassosamente dialetti altrui, i racconti si prendono gioco di istituzioni come il matrimonio, la chiesa, la scuola, la burocrazia. Colta, spiritosa, impertinente, Aida Stoppa riflette queste doti nella narrazione, attraversata dall’ilarità ma anche da una sincera e affettuosa curiosità per il prossimo e l'infinita varietà della vita.
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