Daniel Day-Lewis sarto ossessivo in corsa per l’Oscar

22 Febbraio 2018

Dalla Berlinale Golino e Rohrwacher in Figlia mia e Bentivoglio disconnette la sua famiglia allargata

L’atmosfera glamour dell’alta moda e il talento di un sarto immerso nelle proprie ossessioni e regole sono al centro di Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, sei nomination agli Oscar. Il protagonista, il rinomato stilista inglese Reynolds Woodcock, vagamente ispirato a Balenciaga, è interpretato da Daniel Day-Lewis, anche lui candidato alla statuetta.
Attore e regista hanno già lavorato insieme ne Il petroliere (che fruttò a Day-Lewis una dei suoi tre Oscar), forse il più riuscito tra i titoli del 47enne regista californiano. Reynolds Woodcock e la sorella Cyril (Lesley Manville) nel dopoguerra sono al centro della moda britannica. Vestono la famiglia reale e l’aristocrazia, star del cinema, ereditiere, gran dame e debuttanti. Concentrato maniacalmente sul lavoro, Reynolds sembra non aver spazio per le donne, che entrano e escono dalla sua vita metodica e controllata. Finché non incontra la giovane e volitiva Alma (Vicky Krieps), prima cameriera, poi modella, musa e amante. Tra echi di Hitchcock (il titolo originale Phantom Thread, allude al filo che lega il protagonista al fantasma della madre) e di Bergman, questo film elegante finisce per essere una metafora del lavoro del regista, fatto anch’esso di talento creativo, sapienza artigianale, regole ferree e un bel po’ di dispotismo.
Dal Festival di Berlino, unico titolo italiano in gara, arriva Figlia mia, opera seconda della 40enne Laura Bispuri dopo Vergine giurata. Come in quel debutto, anche qui la regista romana ha voluto Alba Rohrwacher, protagonista con Valeria Golino e la piccola Sara Casu di un triangolo di affetti tra due donne e una bambina. Vittoria, dieci anni, vive con l’amorevole e affidabile madre adottiva Tina (Golino) ed è contesa dalla madre naturale Angelica (Rohrwacher), fragile, istintiva, alcolizzata. Sullo sfondo una terra come la Sardegna, riflesso con le sue contraddizioni di queste due anime della maternità. Nel cast la vecchia gloria Udo Kier e Michele Carboni nel ruolo del marito di Tina.
Altro film italiano in sala oggi è la commedia di Cristian Marazziti Sconnessi, con Fabrizio Bentivoglio nel ruolo di Ettore, scrittore nostalgico dell’analogico e nemico di Internet. Per il suo compleanno riunisce la famiglia nello chalet di montagna per far legare i figli Claudio (Eugenio Franceschini), giocatore di poker on line, e Giulio (Lorenzo Zurzolo), liceale nerd, con la sua seconda moglie Margherita (Carolina Crescentini), incinta al settimo mese. Inaspettatamente piombano i fratelli di lei, Achille (Ricky Memphis), cacciato di casa dalla moglie, e il bipolare Palmiro (Ricky Memphis), fuggito dalla casa di riposo. Nella baita anche la tata ucraina Olga (Antonia Liskova), con la figlia adolescente dipendente dai social. Improvvisamente cade la connessione e decollano i conflitti. Sarà necessario il confronto reale per “resettare” i rapporti. Per oggi cast e produzione hanno lanciato lo #Sconnessiday, Giornata mondiale di disintossicazione da Internet.
Per i giovanissimi ecco il terzo capitolo della favola montanara sull’amicizia tra la candida cagnolona Belle e l’intrepido bambino Sebastien, dai romanzi di Cécile Aubry diventati un cartone giapponese negli anni Ottanta. In Belle & Sebastien - Amici per sempre, ambientato nel 1947, l’ormai 12enne protagonista (Félix Bossuet) dovrà sventare il rapimento di Belle e dei suoi cuccioli. Il cattivo è interpretato dal regista del film, Clovis Cornillac.
Atto di accusa contra la brutalità della polizia e dei servizi segreti è il noir Omicidio al Cairo di Tarik Saleh, che non può non farci pensare alla fine di Giulio Regeni. Nel gennaio 2011, qualche giorno prima dei tumulti di piazza Tahir, nel lussuoso Nile Hilton Hotel viene uccisa una cantante. Il caso è assegnato a Noredin Mostafa, corrotto ufficiale di polizia (Fares Fares, come il regista uno svedese di origine araba). L’indagine lo porterà a scoprire trame oscure molto in alto.
Helen Mirren è La vedova Winchester, horror dei fratelli australiani Michael e Peter Spierig, sulla storia di Sarah, ereditiera della celebre industria di armi da fuoco. La donna, convinta di essere perseguitata dai morti provocati dai fucili dell’azienda, fa costruire a San Josè un’enorme e labirintica dimora, persuasa che siano gli stessi spiriti a volerlo. Quando lo scettico psichiatra Price (Jason Clarke), viene inviato dalla Winchester Company a valutare la sanità mentale della donna, azionista di maggioranza della società, questi scopre che la vedova non è poi così folle.
Con The Disaster Artist James Franco dirige e interpreta un bizzarro biopic sull’eccentrico Tommy Wiseau, un outsider di Hollywood animato da genuina passione per il cinema, ma disastroso come regista, passato alle cronache cinematografiche come autore nel 2003 del film più brutto della storia, Room, autentico scult.