De Simone racconta l’arte del conflitto in politica

16 Maggio 2015

Da Machiavelli a Canetti, la presentazione del libro in programma oggi al Museo Sassu di Atessa

ANGELO STANISCIA. Nel suo ultimo volume – “L’arte del conflitto – Politica e potere da Machiavelli a Canetti” (Mimesis, 29 euro), – che sarà presentatop oggi alle 17 nel Museo Sassu di Atessa, Antonio De Simone, nel procedere all’analisi della realtà del moderno e del come questa è concettualizzata dai pensatori presi in esame, parte da un assunto non esplicitato: la società contemporanea e i problemi che la caratterizzano. Un mondo –– quello attuale – che si presenta, nel suo fluire, evanescente e agitato da profondi cambiamenti: si naviga in un mare di possibilità e incertezze; si vive un’epoca in cui sfuggono le cose ultime ma anche le penultime; un mondo in cui aumentano le disuguaglianze e le ingiustizie e in cui le istituzioni hanno sempre più un volto anemico e per nulla incisivo; si vive in una società dell’immediatezza e dell’eterno presente; mancano punti di riferimento solidi e certi; sembra difficile individuare la cifra del futuro che pare sfuggire dalle mani dell’uomo. E’ proprio per interpretare questo turbolento presente – e cercare di individuare le coordinate del futuro –che l’autore torna a interrogare i classici della modernità. De Simone prende in considerazione solo gli autori della modernità – da Machiavelli a Canetti – che possono aiutare a comprendere e a governare il contemporaneo. Non è facile classificare quest’opera in quanto caratterizzata da uno stretto intreccio di discipline: dalla filosofia politica, all’antropologia; dalla sociologia, alla psicologia delle masse, all’arte della politica come prassi; un insieme dialettico di dottrine che cercano di cogliere la poliedricità del reale e del pensiero della modernità. Il filo rosso che attraversa la realtà e il pensiero moderno è, per l’autore, il conflitto. Il conflitto – anima del mondo economico, sociale, politico, culturale e istituzionale – pervade tutta la vita dell’umano; pensiero e vita coabitano il conflitto. De Simone ripercorre il divenire della modernità occidentale, individuandone tematiche e problemi che sono cifra dell’attuale realtà; tra essi: lavoro, diseguaglianze, sistema dei bisogni, idea di progresso, pluralismo, rapporto etica-politica, individualismo e individualizzazione, rapporto io-noi, emancipazione. L’autore dedica l’ultimo capitolo all’analisi della società contemporanea. Non offre soluzioni. Denuncia le fratture – nuove e antiche – e individua le difficoltà e la crisi della democrazia parlamentare e dei poteri istituzionali, propie di questa stagione della globalizzazione neoliberista. In questa nostra epoca, sostiene De Simone, occorre tornare a pensare criticamente il reale e a elaborare una metodologia critica della contemporaneità; occorre, in definitiva, ravvivare la tensione tra conflitto, politica, istituzioni e potere: la dialettica fondativa dell’umano.

* già senatore

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