Di Lallo: io, giullare innamorato dell’Abruzzo

11 Luglio 2017

Il regista di Rocca San Giovanni Premio Flaiano: «Credo nelle idee, con il mio “Ambo” ho fatto centro e non mi fermo»

ROCCA SAN GIOVANNI. Ha diretto Ambo, ma oggi Pierluigi Di Lallo, che ha appena ricevuto il Premio Flaiano per l’Abruzzo, si sente come uno che ha fatto “tombola”. Il regista poco più che quarantenne, nato a Rocca San Giovanni, ha iniziato la sua carriera come attore per poi approdare alla regia. Con il film “Ambo” è sbarcato con successo al Toronto Film Festival e guarda con grande ottimismo al futuro.
Chi è Pierluigi Di Lallo e quanto è importante la vittoria del Premio Flaiano per l’Abruzzo?
«Pierluigi Di Lallo è un comune mortale come tutti, faccio questo mestiere perché mi piace. Sono un eterno bambino, un giullare, non sono cresciuto e non voglio neanche crescere. Ogni premio è importante, soprattutto se è della tua terra, dell’Abruzzo. Quando mi hanno chiamato per dirmi che ero io il vincitore non volevo crederci, non me l’aspettavo, è stata una bellissima sorpresa!».
Lei è nel “bel mezzo della mischia” del mondo cinematografico italiano e internazionale. Prendendo dieci anni come arco temporale, come le piacerebbe vedersi nel 2027?
«Non lo so come mi vedrei nel futuro… Sicuramente cercherei di fare le scelte giuste, commettendo degli errori, perché siamo umani. Credo molto nelle idee, nella loro forza e nel potere che hanno quando condivise. Per la società e con la società. Se l’idea è forte funziona, bisogna unire le forze altrimenti non si va da nessuna parte, nessun individualismo, nessuna invidia. Lungimiranza nel guardare oltre, al di là del nostro proprio naso, sempre. L’unico modo per lasciare il segno. Sì, vorrei lasciare qualco
È possibile immaginare per l’Abruzzo una rivoluzione come quella pugliese rappresentata dall’Apulia Film Commission?
«Deve essere così, bisogna lottare per arrivare a fare questo perché alla nostra regione non manca nulla per fare il cinema, ha location bellissime. Ha tutto. Il cinema è un’industria, ti racconta, ti fa vedere, è un volàno di pubblicità. L’Abruzzo non può e non deve permettersi di non valutare questo aspetto. La nostra regione non ha un Film Commission. Fa sorridere molto leggere ogni tanto in qualche rivista “Film Commission L’Aquila”, soltanto l’Abruzzo (unica regione in Italia) ha una Film Commission cittadina, non regionale. É grave».
“Uno spot per l’Abruzzo” è un suo progetto folle e ambizioso. Per la prima volta l’Abruzzo vede uniti molti professionisti del mondo del cinema e della televisione per farsiconoscere.
«Sicuramente è un grandissimo volàno ma non soltanto sul grande schermo. Al mondo! Non ci dobbiamo dimenticare che nel mondo ci sono grandi comunità abruzzesi. Vogliamo raccontare con grande semplicità, insieme a tutti gli altri che fanno parte di “Uno spot per l’Abruzzo”, capitanati da Walter Nanni, l’Abruzzo in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue grandi bellezze.
Benedetta Fasciani
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